Sangue in Egitto: uccisi 35 cristiani copti.

26 maggio

Beni Suef, provincia di Minya, 250 chilometri dal Cairo. Nella tarda mattinata di venerdì 26 maggio un gruppo di uomini armati ha fermato due autobus e un piccolo furgone che stavano trasportando decine di cristiani copti al santuario di San Samuele, nella parte occidentale della zona.

Una volta a bordo, i membri del commando - la cui identità è ancora sconosciuta alle autorità - hanno aperto il fuoco delle loro mitragliatrici contro gli occupanti dei mezzi, uccidendone 35, tra cui alcuni bambini, e ferendone 26. Tra questi, trasportati al vicino ospedale di Maghagha, molti versano in gravi condizioni.

Sebbene al momento non sia giunta alcuna rivendicazione ufficiale, i sospetti degli inquirenti ricadono prevalentemente su Daesh, responsabile in passato di numerosi attacchi contro la comunità copta egiziana, la quale conta circa nove milioni di fedeli: il 10% dell’intera popolazione.

31 dicembre 2010, 9 ottobre 2011, 15 febbraio 2015, 11 dicembre 2016 e 9 aprile 2017. Queste date rappresentano i principali attentati che hanno colpito la minoranza copta all’ombra delle piramidi e che portano la firma dei miliziani jihadisti.

Unanime la condanna delle Istituzioni egiziane e internazionali. Il Presidente Al Sisi, il quale a seguito dell’attacco dello scorso aprile a Alessandria aveva dichiarato lo Stato di Emergenza, ha immediatamente convocato il Consiglio di Sicurezza.

 

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Fonte:ANSA, Repubblica, Reuters, BBC