Kabul: attentato contro convoglio alleato, otto morti.

3 maggio

Sarebbe stato sicuramente più grave il bilancio delle vittime fra i soldati della coalizione interforze stanziata in Afghanistan, se al posto dei MRAP (Mine Resistant Ambush Protected, ndr) fossero stati impiegati altri veicoli. La pesante blindatura degli automezzi ha infatti attutito l’onda d’urto dell’esplosione che nel centro di Kabul ha colpito un convoglio alleato. Ma veniamo ai fatti.

Sono da poco passate le 8 di mercoledì 3 maggio quando un’autobomba esplode al passaggio di alcuni mezzi militari della NATO. Siamo a Kabul, nel quartiere Macroyan. Nei pressi della piazza Abdul Haq, poco lontano dall’ambasciata statunitense, il traffico dell’ora di punta costringe i blindati ad avanzare lentamente. All’improvviso la deflagrazione, violentissima secondo alcuni testimoni.

Sull’asfalto, tra le auto in fiamme, rimangono i corpi di otto civili, oltre a venticinque feriti. Fra questi - secondo quanto riportato dal portavoce dell’esercito americano, capitano Bill Salvin - anche tre marines i quali tuttavia, grazie alla blindatura dei MRAP, non sono in gravi condizioni. Potrebbero infatti essere dimessi dall’ospedale militare di Kabul - ha precisato l’ufficiale - nelle prossime ore.

Al momento l’attentato non è stato rivendicato, ma i sospetti delle autorità afghane ricadono prevalentemente sui talebani. È di pochi giorni fa, infatti, l’annuncio dell’inizio di una nuova offensiva da parte dei miliziani jihadisti.

Fonte: AnsaRepubblica, BBCReuters