Austria: arrestati 14 presunti appartenenti allo Stato Islamico

30 GENNAIO

AUSTRIA – Continuano i raid antiterrorismo in Austria, dove giovedì mattina 14 individui sospettati di avere contatti con il sedicente Stato Islamico sono stati arrestati dalle forze speciali. 

Il pubblico ministero in prima mattinata aveva annunciato a Graz la messa in atto di due operazioni di polizia a Vienna, anticipando che avrebbero portato ad 8 arresti e coinvolto più di 800 agenti. Il Ministro della Giustizia, Christian Pilnacek, ha poi rettificato comunicando che 14 persone, di cui 13 uomini e una donna, sono state arrestate e attualmente tenute sotto stretta sorveglianza dalla polizia.

Secondo Pilnacek i sospettati avrebbero tentato di “formare una società parallela con l’obiettivo di dare vita ad una sorta di teocrazia austriaca” e si pensa intrattenessero contatti con lo Stato Islamico. Gli arresti sono avvenuti in 12 locazioni diverse, due delle quali sembrerebbero essere dei centri sociali musulmani utilizzati anche come moschee. Sembra inoltre che tra i 14 individui in stato di fermo vi siano alcuni reclutatori dell'ISIS che si stima possano aver reclutato oltre 40 persone negli ultimi mesi. 

Già la scorsa settimana erano state condotte delle operazioni tra l'Austria e la Germania che avevano portato all'arresto di un ragazzo di origini albanesi di 17 anni, sospettato di avere dei legami con un gruppo radicale Salafita e di star pianificando un attacco terroristico nella metropolitana di Vienna. Sembra tuttavia che le due operazioni non siano collegate in quanto, secondo il procuratore, l’operazione effettuata giovedì mattina era “in programma da molto tempo”.

L’Austria non è stata ancora soggetta ad attacchi terroristici sul proprio suolo, tuttavia secondo alcuni dati riportati dal Ministero degli Interni, a partire dal 2012 più di 300 persone hanno lasciato o tentato di lasciare il Paese per unirsi alle milizie dello Stato Islamico, tra le quali 90 sembra abbiano fatto ritorno e 50 siano invece rimaste uccise durante i combattimenti.

Fonte: Associated Press