Iraq: l’ISIS si riorganizza a Mosul ovest

27 GENNAIO

IRAQ — Continua la battaglia tra l’ISIS e le forze irachene per la liberazione di Mosul.

Secondo quanto riportato da Reuters sembra infatti che il sedicente Stato Islamico abbia riorganizzato le proprie milizie a Mosul ovest e posizionato diversi cecchini all’interno delle abitazioni situate nel versante occidentale del fiume Tigri.

Nei giorni scorsi il comandante della forze irachene impegnate nella riconquista della città aveva manifestato l’intenzione di oltrepassare il fiume, continuando così la liberazione del territorio, mentre il Primo Ministro Haider al-Abadi aveva annunciato che la zona est della città fosse ritornata sotto il controllo dell’esercito.

Mosul nel corso del tempo era diventata una delle principali roccaforti dell’ISIS. Come raccontato da un testimone a Reuters, gli jihadisti non solo uccidevano chiunque tentasse un contatto con il mondo esterno, ma negli ultimi giorni erano riusciti a prendere il controllo del principale centro medico della zona; una struttura costituita da una dozzina di edifici particolarmente utile come punto di osservazione ove collocare i tiratori scelti.

Nella battaglia per liberare la città irachena sono stati impiegati 100,000 uomini tra truppe irachene, milizie curde e paramilitari sciiti supportati dagli alleati statunitensi. Si tratta della più grande battaglia mai combattuta in Iraq dall’invasione degli Stati Uniti nel 2003.

Si stima che oltre 1.500.000 di persone vivessero a Mosul prima dell’inizio delle ostilità, mentre secondo le Nazioni Unite sono circa 400.000 le persone evacuate negli ultimi mesi. Tuttavia, come dichiarato martedì da Lisa Grande, humanitarian coordinator delle Nazioni Unite, la situazione rimane drammatica e “le notizie provenienti da Mosul ovest sono sconvolgenti”. Si pensa infatti che il numero dei morti e dei feriti abbia già raggiunto le decine di migliaia.