USA: esplosione in una moschea del Minnesota

Gianluca Chiusano | 7 agosto

USA – Sabato 4 agosto. Un ordigno è esploso all’interno della moschea Dar al Farooq a Bloomington verso le 5, mentre i fedeli si stavano radunando per la liturgia mattutina. Nessuno è rimasto ferito, anche se la polizia ha riferito che l’ufficio dell’imam è stato danneggiato.

I fedeli - riporta al Jazeera - sono riusciti a spegnere l’incendio prima che si propagasse all’intero l’edificio. Un testimone ha dichiarato di aver visto qualcuno lanciare un oggetto non meglio identificato dal finestrino di un furgone, scomparso poco prima che le fiamme si sviluppassero.

Immediate le polemiche sui social network. Molti coloro che hanno accusato il governo e i media di doppiopesisimo, in quanto l’accaduto sarebbe equiparabile a un attentato vero e proprio. In particolare, Mark Follman – saggista e giornalista – in un tweet ha commentato: “apparentemente oggi c’è stato attentato terroristico. Provate a indovinare perché Trump non si è espresso al riguardo”.

Secondo l’agente speciale Richard Thorton – FBI, divisione di Minneapolis - dalle indagini si riusciranno a ottenere maggiori informazioni, soprattutto sui presunti responsabili. L’agente ha inoltre aggiunto che l’esplosione è stata innescata da un ordigno artigianale, sebbene gli inquirenti non abbiano ancora ricostruito completamente la dinamica dell’accaduto.

Il Consiglio per le Relazioni Islamiche Americane (CAIR) – la maggiore organizzazione statunitense per la difesa dei diritti dei musulmani, ndr – ha esortato la comunità colpita a intensificare le misure di sicurezza, offrendo inoltre una ricompensa di 10.000 dollari a chiunque possa fornire informazioni utili.

Non è la prima volta che eventi del genere avvengono negli Stati Uniti. Secondo un report del CAIR, dal 2015 il numero di crimini contro gli islamici è aumentato del 57%, mentre nel 2016 sono stati registrati 2.213 episodi e nella prima metà del 2017 ben 134. L’aumento è direttamente ascrivibile, seppur solo parzialmente, all’entrata in vigore del “muslim band”, al quale sarebbe ricollegabile circa il 33% degli episodi registrati nei primi mesi di quest’anno. Se dovessero essere confermate le attuali previsioni, il 2017 sarebbe l’anno peggiore da quando l’organizzazione ha iniziato a monitorare i crimini contro gli islamici.

Fonte: Al Jazeera, CNN

Photo Credit / ©Ryan / Flickr.com (CC BY 2.0)

 
 

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