Condizioni critiche per gli ospedali di Idlib: sale la preoccupazione sulla tregua decisa da Russia e Turchia

BEATRICE GUZZARDI 

In Siria nelle provincie occupate dai ribelli, milioni di civili stanno vivendo con la paura di un possibile attacco totale da parte delle forze governative e alleati nel territorio.

L’accordo preso da Russia e Turchia per creare una zona demilitarizzata sembra aver evitato un imminente attacco ma gli operatori sanitari presenti nel territorio restano con la paura che il patto crolli e crei una catastrofe umanitaria. Come riportato da Gareth Evans sulla BBC.

Per settimane c’era stato il rischio di un potenziale attacco dal governo siriano con il supporto degli alleati russi per riprendere il controllo della provincia di Idlib, con la volontà di liberare la zona da Tahrir al-Sham (HTS) gruppo jihadista salafita legato ad Al Qaeda che opera in Siria e controlla gran parte della regione. Tuttavia, le preoccupazioni sono state dissipate dopo che la Russia e la Turchia hanno annunciato in comune accordo di voler demilitarizzare la zona, dicendo che l’HTS e altri combattenti “radicali” devono consegnarsi entro metà ottobre. L’annuncio è stato apprezzato dal governo, l’opposizione e gli operatori umanitari.

La situazione tuttavia resta critica nel territorio in provincia di Idlib, che costituisce l’ultima zona occupata da ribelli e jihadisti che combattono contro il Presidente siriano Bashar al-Assad.

Il Segretario Generale per i Diritti umani di Amnesty International Kumi Naidoo, rientrato da poco dalla Siria, ha espresso le proprie preoccupazioni sulla situazione di disagio presente nel territorio in cui c’è carenza di beni primari quali acqua, cibo e cure mediche. Molti civili sopravvissuti ad attacchi delle forze siriane e russe sono in condizioni anche peggiori poiché le bombe hanno distrutto ospedali, scuole e infrastrutture privandoli anche di un tetto dove stare.

“Tra tre giorni scadrà il tempo per istituire una zona demilitarizzata ad Idlib e con l’avvicinarsi di questa data temo che, se le parti coinvolte nel conflitto rinunciano all’accordo, i civili presenti nella zona affronteranno la stessa sorte di coloro che hanno subito gli attacchi in precedenza. Come ha sottolineato il Presidente Bashar al-Assad nella sua ultima dichiarazione ai media, questo accordo è solo temporaneo, il che significa che i civili non saranno al sicuro ancora per molto, specialmente coloro che vivono al di fuori della zona”, ha dichiarato Naidoo.

Il reporter Evans ha intervistato per la BBC il dottor Adnan Ali, il quale sei anni fa si era rifugiato al confine con la Turchia con moglie e figli e lavora per la Union of Medical Care and Relied Organizations (UOSSM), una associazione benefica che opera in diversi ospedali della regione. Secondo il dottor Ali, la rottura dell’accordo tra Russia e Turchia potrebbe significare un evento disastroso poiché le cure mediche nel territorio sono già in una situazione critica.

“C’erano abbastanza provviste mediche per la comunità locale, ma dopo il dislocamento di Goutha est e altri posti non ce ne sono più a sufficienza”, ha dichiarato Ali.

Nel frattempo, le organizzazioni presenti nel territorio attendono ulteriori sviluppi della situazione e unanimemente sostengono vi sia la necessità di aumentare gli aiuti nel territorio.

Fonte: BBCAmnesty International

Photo Credit / Bengin Ahmad© / Flickr (CC BY-ND 2.0) 

 
 

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