Sceicchi yemeniti accusati di terrorismo in collaborazione con Riyadh

Gianluca Chiusano | 2 agosto

Arabia Saudita – Alcuni sceicchi yemeniti accusati di terrorismo dagli Stati Uniti hanno ricevuto una calorosa accoglienza e sono stati invitati in numerose trasmissioni televisive saudite. A rivelarlo, alcuni video apparsi su Youtube nel 2016.

Secondo fonti di Riyadh, da almeno cinque anni i presunti terroristi hanno coordinato alcune operazioni di truppe saudite stanziate nello Yemen, nel tentativo di reinsediare il presidente Hadi deposto dai ribelli Houthi.

Tra loro, Abdulmajid al-Zindani è sostenitore di Al Qaeda ed ex consigliere spirituale di Osama Bin Laden.

Nayif al Qaysi è il leader di un gruppo anti-Houthi ed è stato nominato governatore di Bayda nel 2015. Secondo fonti americane, lo sceicco avrebbe agevolato l’espansione e il radicamento di AQAP - Al Qaeda nella Penisola Arabica, ndr - a Bayda, attuale quartier generale del gruppo. Avrebbe inoltre fornito alle tribù locali armi e soldi per combattere gli Houthi. Apparso spesso sui canali televisivi sauditi, da quando è iniziata la guerra in Yemen Qaysi ha più volte richiesto maggior supporto per la “resistenza”. In una recente intervista ne è stato considerato uno dei leader, dichiarando che la coalizione saudita stesse fornendo supporto ai combattenti locali e che avrebbe escogitato un piano per poter liberare Bayda. Sebbene sia stata successivamente rimossa da Youtube, Qaysi è stato intervistato anche per conto di al Hadath, emittente del network Al Arabiya.

Abd al-Wahhab al-Humayqani è un personaggio controverso. Accusato di terrorismo nel 2013, secondo il Ministero del Tesoro americano avrebbe occultato i fondi sauditi destinati all’AQAP. Humayqani è il segretario generale di al Rashad, un partito che gli americani definiscono uno strumento usato dall’AQAP per coprire le loro attività di reclutamento e addestramento dei miliziani. È apparso frequentemente sui canali sauditi, tra cui al Arabiya, al Hadath e al Ekhbariya, inneggiando spesso ad azioni contro gli iraniani in Yemen.

L’Arabia Saudita è stata spesso accusata di avere legami con organizzazioni terroristiche. Dal 2013 al 2015 lo Stato Islamico ha infatti ricevuto circa quaranta milioni di dollari da Riyadh, oltre che da Qatar e Kuwait. Inoltre, anche gruppi terroristici legati ad al Qaeda hanno ricevuto ingenti somme dai reali sauditi. Il re Salman, ad esempio, ha elargito soldi ai mujaheddin in Afghanistan e nei Balcani.

 

Secondo Daniel Bryman, professore dell’Università di GeorgeTown, la maggior parte dei finanziamenti deriva da privati, anche se ciò non elimina le responsabilità di Riyadh. Gli sceicchi sauditi sono infatti accusati di indottrinamento per aver diffuso una visione demoniaca di ebrei e sciiti, nonché per aver legittimato l’uso della violenza contro gli stranieri che occupavano le terre dei musulmani. D’altra parte, il professore ritiene che Riyadh rimanga un partner fondamentale degli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo. Isolarlo politicamente non sarebbe pertanto una decisione efficace.

Fonte: Middle east eye; The Atlantic

Photo Credit / ©recycleharmony / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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