Arabia Saudita: ragazza in minigonna, le autorità indagano

Beatrice Guzzardi | 18 luglio

La polizia saudita ha aperto un fascicolo su un video diffuso sui social in questi giorni in cui si vede una ragazza camminare indossando una minigonna e un crop-top.

Il video ha suscitato scalpore in una società conservatrice come quella saudita, dove il dress code femminile è molto restrittivo e regolato a norma di legge. Le donne in pubblico devono indossare vesti larghe a figura intera - le cosiddette "abayas", ndr - e, se musulmane, portare il velo. Inoltre non è consentito loro di guidare e avere contatti con uomini al di fuori della cerchia familiare. Per questo motivo molti sauditi che hanno commentato il video hanno gridato allo scandalo, invocando l'arresto della ragazza. Solo una minoranza ha invece preso le sue difese elogiandone il coraggio.

Nel video la ragazza viene ripresa di spalle mentre cammina per le strade deserte del forte storico di Ushayqir Heritage Village nella regione di Najd. Distante circa 150 chilometri dalla capitale Riyadh, è una delle più conservatrici del paese: verso la fine del 18esimo secolo vide nascere lo Wahabismo, una forma di Islam sunnita molto rigida e seguita dalla famiglia reale.

Secondo alcune indiscrezioni, la protagonista sarebbe una modella di nome Khulood. Il video è stato postato su Snapchat durante lo scorso weekend ed è stato immediatamente condiviso su Twitter da altri cittadini sauditi, dando il via a un acceso dibattito.

Un utente ha risposto al video affermando che "dovremmo rispettare le leggi del paese. In Francia è vietato alle donne indossare il niqab (velo che copre il viso per intero), in Arabia Saudita la legge impone loro le abayas".

Lo scrittore e filosofo Wael al-Gassim ha affermato di essere scioccato da tanta cattiveria. "Pensavo avesse messo una bomba o ucciso qualcuno, invece si tratta della sua gonna. Mi domando come possa avere successo la Vision 2030 se la ragazza venisse arrestata", ha precisato riferendosi al programma per lo sviluppo del paese approvato dal principe ereditario Mohammed bin Salman.

Il video non è tuttavia il primo atto di ribellione alle leggi restrittive nei confronti delle donne. A dicembre 2016 è uscito su youtube un video di musica pop che mostra tre donne in perfetto dress-code islamico mentre guidano, giocano a basket e danzano. La canzone si chiama "Hwages" - problemi/preoccupazioni, ndr - e porta la firma di un gruppo di nome Majedalesa. Nel testo sono contenute frasi di protesta come "se solo Dio ci liberasse dagli uomini" ed esprime la frustrazione femminile nel patriarcato saudita.

Human Rights Watch quest'anno ha dato inizio a una campagna per chiedere a Re Salman di abrogare la custodia legale dell'uomo sulle donne, le quali non possono prendere decisioni sulla propria vita senza il permesso del tutore legale, solitamente rappresentato dal padre, dal marito o da un parente di sesso maschile.

A maggio il governo saudita ha concesso alle donne l’accesso ai servizi sanitari, allo studio e al lavoro, mentre per tutti gli altri aspetti della vita quotidiana la situazione è rimasta immutata.

Lunedì 17 luglio la testata giornalistica Okaz ha diffuso la notizia secondo cui le autorità di Ushayqir avrebbero chiesto alle istituzioni provinciali di agire nei confronti della ragazza. Inoltre, la polizia religiosa che regola il Committee for the Promotion of Virtue and the Prevention of Vice ha postato un tweet in cui afferma di essere a conoscenza del video e che si sta mettendo in contatto con le autorità competenti.

Fonte: BBC

Photo Credit / ©Flood G / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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