Iraq: attentatore suicida si fa esplodere in campo profughi. Otto morti

Gianluca Chiusano | 3 luglio

Iraq – Domenica 2 luglio un attentatore suicida si è fatto esplodere in un campo per rifugiati nella provincia di Anbar. Almeno otto i morti e tredici i feriti.

Come riportato dal Middle East Eye, la maggior parte delle vittime è costituita da donne e bambini. 

Adnan Fayham - capo del consiglio locale di Al-Wafaa, nei pressi del campo - ha dichiarato che l’accampamento sarà smantellato tra pochi giorni e i profughi trasferiti altrove.   

L’attentato non è stato ancora rivendicato, anche se si sospetta del coinvolgimento di Daesh. 

Attualmente il gruppo terroristico, che controlla buona parte della provincia di Anbar, sta combattendo a Mosul contro l’esercito iracheno. Quest’ultimo, nelle prime ore del 2 luglio, ha tuttavia completamente circondato gli jihadisti, costringendoli a una resa che secondo gli analisti è ormai prossima. 

La polizia federale ha infatti ripreso possesso dell’ultimo ponte sul Tigri, eliminando dunque l’unica via di fuga per i miliziani. Le truppe irachene - supportate dagli Stati Uniti - hanno inoltre riconquistato la maggior parte di Mosul, restringendo drasticamente l’area controllata dallo Stato Islamico. 

Il primo ministro iracheno Haider Al-Abadi ha annunciato che Daesh ha ormai le ore contate dopo che l’esercito ha ripreso possesso della moschea di Al Nuri, in cui nel 2014 Al Baghdadi aveva proclamato la nascita del Califfato. Buona parte della moschea è stata fatta esplodere lo scorso 21 giugno dai terroristi, e secondo Abadi, tale atto è da interpretare come una “ufficiale dichiarazione di sconfitta”. 

Al momento ci sono ancora 50.000 civili intrappolati a Mosul, di cui circa metà nella Zona Vecchia dove scarseggiano i beni di prima necessità. Secondo le Nazioni Unite, lo Stato Islamico impedisce ai civili di fuggire, sfruttandoli come scudi umani. 

Tuttavia, sono più di 850.000 le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni dall’inizio dell’operazione.  

Photo Credit / ©IHH Humanitarian Relief Foundation / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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