Mosca: abbiamo ucciso al Baghdadi

Daniele Genick | 16 giugno

“Domenica 28 maggio 2017, dopo che i droni della nostra aviazione avevano confermato la presenza di numerosi comandanti e miliziani di Daesh in un edificio nei pressi di Raqqa, una squadriglia di caccia Su-34 e Su-35 ha bombardato l’intera area. Sebbene le informazioni siano ancora in attesa della definitiva conferma, Abu Bakr Al Baghdadi sarebbe rimasto ucciso”.

A diffondere la notizia proveniente dal Ministero della Difesa russo, le agenzie di stampa Tass e Ria le cui informazioni sono state integrate dai dispacci delle tv online Zvezda e Sputnik, secondo le quali finora è stata accertata la morte di trenta comandanti e più di trecento guerriglieri jihadisti.

Sebbene Mosca abbia dichiarato che la coalizione anti-Isis guidata dagli Stati Uniti fosse stata informata, il suo principale portavoce, colonnello Ryan Dillon, si è riservato di confermare la notizia. D’altra parte lo stesso Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, tramite l’agenzia Ria, ha fatto sapere che la notizia della morte del leader di Daesh non è “ancora sicura al 100%”.

Rami Abdulrahman, direttore dell’Osservatorio sui Diritti Umani in Siria, sostiene infatti l’inattendibilità della notizia diffusa da Mosca. Secondo le sue fonti, negli ultimi giorni di maggio Al Baghdadi si trovava nel villaggio di Deir al-Zor, poco distante dal confine tra Siria e Iraq. Inoltre, nemmeno Damasco ha rilasciato alcuna dichiarazione al riguardo. A confermare i dubbi del funzionario, le dichiarazioni di due militari dell’Intelligence irachena secondo i quali Mosca non avrebbe condiviso con Baghdad le informazioni di cui era in possesso.

Inoltre Hoshiyar Zebari, ex funzionario del Ministero degli Esteri iracheno, conferma la morte di numerosi miliziani in seguito al raid russo di fine maggio, ma ha palesato all’agenzia Reuteurs tutto il suo scetticismo circa l’eliminazione di Al Baghdadi. Senza contare che nemmeno su Amaq, l’agenzia stampa del Califfato, sono state postate notizie circa la morte del leader supremo. Al contrario, un miliziano su Telegram, smentendo categoricamente la notizia, ritiene che Al Baghdadi sia vivo e che al più presto invierà un messaggio per rassicurare i suoi soldati.

Non è tuttavia la prima volta che la morte del leader di Daesh viene annunciata. Lo scorso 11 giugno, infatti, la tv siriana aveva trasmesso la notizia della sua uccisione durante un bombardamento della coalizione su Raqqa, senza tuttavia confermarla nei giorni successivi.

Al momento, l’ultimo messaggio audio di Al Baghdadi risale al 2 novembre 2016. Si attendono ulteriori sviluppi per verificare l’attendibilità delle dichiarazioni di Mosca.

fonti: Ansa, BBC, RepubblicaReuters 

 

Photo Credit / ©United States Air Force / Wikimedia Commons

 
 

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