Arabia Saudita: continuano gli scontri ad Almosara, morti numerosi civili.

Gianluca Chiusano | 18 maggio

Arabia Saudita - Un soldato è stato ucciso ad Al Awamiyah, presidiata dalle forze di sicurezza da una settimana. Altri cinque sono rimasti feriti.

I militari sono entrati nella provincia di Al-Sharqiyya mercoledì 10 maggio, per individuare alcuni gruppi sciiti nascosti a Almosara, quartiere storico di Al Awamiyah. Un portavoce dell’esercito ha infatti riferito che tra i vicoli del rione omicidi, rapine, traffico di armi e stupefacenti avvengono ormai quotidianamente, compromettendo l’ordine pubblico.

La popolazione dell’intera area è a maggioranza sciita ed è spesso accusata di appoggiare l’Iran e supportare attività antistatali. Al Awamiyah, in particolare, è considerata un punto critico: un bambino di due anni e un rifugiato pakistano sono stati uccisi dopo che la polizia aveva ingaggiato una sparatoria contro un gruppo armato che aveva assaltato un cantiere edile. Una decina i feriti, tra cui quattro agenti medicati sul posto.

Una delle principali cause dei recenti scontri, come riportato dal Middle East Eye, è infatti rappresentata dal progetto di rinnovamento architettonico di Almosara, il quale ha sollevato numerose critiche tra i residenti. Secondo il Ministro degli Interni, venerdì 12 maggio i veicoli delle ditte edili inviate per la realizzazione dei lavori sono stati presi di mira da alcuni abitanti, provocando gli scontri che stanno tuttora interessando la zona. A causa dell’assenza di acqua e elettricità, la maggior parte dei residenti ha tuttavia chiesto di lasciare le proprie abitazioni, almeno fino a quando la situazione non si sarà fatta meno pericolosa.  

Ad aprile le Nazioni Unite hanno chiesto al governo saudita di interrompere i lavori, in quanto avrebbero danneggiato irreparabilmente il patrimonio storico-culturale di Almosara . “Il governo non vuole migliorare la città, ma soltanto eliminare gli oppositori che vi si nascondono”, ha commentato uno dei residenti.

 

Photo Credit / ©retlaw snellac / Flickr.com (CC BY 2.0)

 
 

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