Afghanistan: prosegue l’offensiva dei talebani. Conquistato il distretto di Qala-e Zal

Gianluca Chiusano | 8 maggio

Afghanistan – Sabato 6 maggio, una settimana dopo l’annuncio dell’inizio della offensiva primaverile, i talebani hanno conquistato un distretto della provincia di Kunduz, nel nord del Paese.

Mahfoozullah Akbari, portavoce della polizia di Kunduz, ha riferito ad Al Jazeera che venerdì i terroristi hanno invaso il distretto di Qala-e Zal, prendendone il pieno controllo sabato mattina. Le forze di sicurezza hanno cercato di opporre resistenza, attendendo l’arrivo dei rinforzi. Tuttavia, non ci  sono riusciti.

I talebani, dopo la conquista, hanno dichiarato via web di aver ucciso un gran numero di soldati, poliziotti e paramilitari impossessandosi di armi e munizioni.

A rendere più instabile la situazione in Afghanistan non vi sono solo minacce interne, ma anche derivanti dalla delicata questione al confine con il Pakistan. Venerdì 5 maggio, infatti, ci sono stati degli scontri vicino a Chaman, città confinante con l’Afghanistan. Alcuni funzionari pakistani stavano effettuando il censimento della popolazione del Belucistan – la più grande provincia del Pakistan – quando sono iniziati gli scontri tra i due eserciti. Non è ancora chiaro chi abbia aperto il fuoco per primo, dal momento che entrambi i paesi si accusano. Nel conflitto, sono rimasti uccisi nove pakistani e sei afghani. Una dozzina i feriti. Chaman, uno dei due principali varchi, è stato chiuso.

L’Afghanistan aveva precedentemente avvertito il Pakistan di astenersi dall’effettuare il censimento in quell’area, già oggetto di numerose controversie. Secondo Ahmad Shekib Mostaghni - portavoce del Ministero degli Esteri - la “Durand-line”, ossia il confine immaginario che separa i due paesi, è scarsamente delimitata. Non è tuttora chiaro a chi appartenga il villaggio in cui sono iniziati gli scontri, dato che entrambi i paesi vi reclamano la propria sovranità.

La Durand line è lunga circa 2.500 km ed è scarsamente controllata dalle forze di polizia. A febbraio i pakistani hanno chiuso i confini per circa un mese a seguito dei numerosi attentati che hanno insanguinato il Pakistan. Il 20 marzo il primo ministro pakistano Nawaz Sharif ha riaperto i confini, autorizzando l’inizio del censimento. Tuttavia i funzionari sono stati più volte aggrediti dai talebani. L’ultimo attentato è stato compiuto il 25 aprile, causando tra dodici vittime fra cui proprio due funzionari.

 

Photo Credit / ©ResoluteSupportMedia / Flickr.com (CC BY 2.0)

 
 

Licenza Creative Commons