I Talebani afgani annunciano l’inizio dell’offensiva primaverile.

Gianluca Chiusano | 1 maggio

Afghanistan – Venerdì 28 Aprile Zabihullah Mujahid, portavoce dei Talebani, ha annunciato ufficialmente l’inizio della loro annuale offensiva primaverile, dichiarando che gli attacchi si concentreranno soprattutto contro target politici e le forze della NATO ed americane.

Di solito, riporta la BBC, con l’offensiva primaverile riprendono gli scontri tra i talebani e le forze governative, dopo una pausa invernale a causa delle avverse condizioni climatiche. In questo periodo, il numero di attacchi aumenta a dismisura, colpendo soprattutto i funzionari del governo afgano e le truppe straniere. Tuttavia, quest’anno gli scontri sono continuati anche nei mesi invernali, come l’attentato del 10 gennaio vicino al Parlamento a Kabul, dove hanno perso la vita più di trenta civili, o l’attacco del 7 febbraio davanti alla Corte suprema.

Quest’anno, ha dichiarato Mujahid, l’offensiva porterà il nome di“Operazione Mansouri”, in memoria del leader Talebano ucciso dai droni statunitensi lo scorso anno. Secondo il portavoce, verranno assaliti soprattutto target politici.

É da circa il 2006 che i Talebani conducono questa particolare strategia, anno in cui il gruppo terroristico è riuscito a riprendere potere. Le tattiche da loro usate consistono in un misto di attacchi suicidi, guerra convenzionale e guerrilla. Quest’ultima spiega Swapna Kona, ricercatrice dell’ Institute of Peace and Conflict Studies (IPCS), viene impiegata per portare avanti attacchi isolati e dispersi sul territorio, puntando soprattutto sull’enorme controllo territoriale da loro esercitato. In questo modo, sarà difficile per le truppe cercare di prevenire gli attacchi.

Da quando le truppe internazionali si sono ritirate, queste offensive risultano essere particolarmente brutali, causando migliaia di vittime. Secondo il Report delle Nazioni Unite, nel 2016 sono morte più di 3,000 civili e feriti in quasi 8.000, nonostante gli obiettivi principali dei Talebani rimangono le forze di Intelligence, i militari e le infrastrutture di Intelligence.  Ciò ha portato anche l’estensione del territorio sotto il possesso dei Talebani che, come  dichiarato dal Report di Febbraio del governo statunitense, è pari a quasi al 50 % dell’Intero Paese.

L’Afghanistan è ancora scossa per via dell’ultimo e devastante attentato del 26 Aprile, in cui dieci ribelli sono riusciti ad infiltrarsi nel campo di addestramento Mazar e Sharif, uccidendo almeno 135 soldati. A seguito dell’accaduto, il Ministro della Difesa e il Capo di stato maggiore hanno presentato le proprie dimissioni, lasciando il Paese privo di una strategia efficace per contrastare il terrorismo.

 

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