Bambini e disabili utilizzati dall’ISIS come soldati e scudi umani.

Beatrice Guzzardi

 

Trecento bambini, di cui dieci disabili, sono usati come scudi umani dall’Isis che li trattiene nella parte occidentale di Mosul. Lo Stato Islamico afferma che la zona costituisce una minaccia per i propri miliziani: i combattenti, quindi, conducono una ricerca porta a porta per assoldare bambini già indottrinati all’ideologia fondamentalista; questi sono obbligati a trasportare armi e altro materiale bellico. ISIS, ormai allo stremo, sta usando le famiglie locali come ultimo baluardo di difesa contro le forze di liberazione. A riportarlo è l'Iraqi Observatory for Human Rights (IOHR).

Nella sola giornata del 29 marzo, l’ISIS ha catturato 17 bambini nella parte occidentale di Mosul, comunicando alle famiglie che i loro figli sono soldati del Califfato. I bambini avrebbero tra gli 11 e i 17 anni; tra loro, dieci disabili sono usati come esche nelle aree vicine al fronte di combattimento, in balia di trappole esplosive e colpi di arma da fuoco. Questi raid vengono condotti quotidianamente: i cooperanti che si occupano di distribuire gli aiuti umanitari affermano che almeno trecento i bambini sono stati rapiti tra il 19 febbraio al 30 marzo. I parenti non sanno nulla di loro ma sono talmente spaventati che nemmeno osano chiedere informazioni.

Secondo l’IOHR le famiglie residenti nell’area sono sistematicamente sfruttate come risorsa di combattimento dall’ISIS, perciò la coalizione anti Stato Islamico deve usare molta cautela nel condurre la liberazione di Mosul. Infatti, l’Osservatorio è riuscito a intervistare alcuni residenti nel quartiere di Tinak, che affermano che intere famiglie sono ostaggio dei miliziani. I prigionieri sono tenuti tutti insieme e chi cerca di scappare viene ucciso.

Questa tattica non è nuova: diverse organizzazioni ormai da tempo riportano l’utilizzo di civili come scudi umani nelle aree ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. Però questi allarmi non sono serviti far agire le forze di liberazione con più cautela.

Finora l’operazione per liberare Mosul ovest è già costata la vita a 700 civili. Il 25 marzo era stata annunciata una tregua dei bombardamenti dalle forze alleate, tuttavia il giorno seguente è risultato che vi siano stati altri attacchi aerei.

Fonte: Iraqi Observatory for Human Rights

Photo Credit / ©James Gordon / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

 

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