Morto il numero due dell'Isis. Washington non conferma.

Beatrice Guzzardi | 2 Aprile

Iraq - Sabato 1 aprile Ayad al Jumaili, braccio destro di al-Baghdadi, è stato ucciso durante un attacco aereo. A comunicarlo, un’emittente televisiva irachena.

Assieme al "Ministro della Guerra" dello Stato Islamico, sono stati uccisi alcuni comandanti jihadisti.

Il raid delle forze aeree irachene ha colpito la parte settentrionale della regione di al-Qaim, al confine con la Siria dove era situato un quartier generale dell’ISIS.

Gli Stati Maggiori della coalizione alleata hanno tuttavia riferito di non poter confermare la notizia della morte di Jumaili dell’emittente televisiva irachena.

Il vice dell’ISIS era un ufficiale dell’intelligence di Saddam Hussein, prima del conflitto del 2003. È stato inoltre a capo di Amniya, la principale agenzia di sicurezza dell’ISIS in Iraq e Siria.

Il portavoce dell'esercito iracheno sostiene che al Baghdadi si nasconda assieme ad altri comandanti nel deserto, da dove invierebbe ordini agli uomini ancora asseregliati nella città.

Le ultime notizie sul leader jihadista risalgono al 13 febbraio, quando le forze irachene hanno condotto un raid in un'area in cui si sarebbe dovuto riunire con altri comandanti.

L’offensiva per liberare Mosul è iniziata lo scorso ottobre. Forze irachene e statunitensi sono riuscite a liberare interamente la parte orientale della città. Sono tuttora in corso i combattimenti per espugnare i quartieri occidentali, ancora densamente popolati.

Mosul è un centro strategico per lo Stato Islamico. Tre anni fa al Baghdadi vi annunciò la nascita del Califfato, trasformando la città nella più grande roccaforte dell’ISIS.

Fonte: Reuters

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