L’ONU ritira il rapporto in cui accusa Israele di apartheid.

cecilia redani | 19 marzo

Mercoledì 15 marzo, la Commissione socioeconomica delle Nazioni Unite per l’Asia Occidentale (ESCWA) ha presentato un rapporto in cui accusa Israele di praticare una politica segregazionista nei confronti della Palestina.

Il documento è stato redatto, sotto richiesta dell’ESCWA, da due specialisti di diritto internazionale, Richard Falk e Virginia Tilley, noti per la loro ostilità alla politica d’occupazione israeliana.

Nel rapporto si legge che «Israele ha messo in atto un regime di apartheid che istituzionalizza in maniera sistematica l’oppressione razziale e l'arbitrario dominio sul popolo palestinese». Nel documento si raccomanda alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia di pronunciarsi sulla questione. Si invitano inoltre i paesi membri dell’ONU a sostenere la campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni) per fare pressione su Israele.

La relazione dell’ESCWA ha suscitato l’ira degli Stati Uniti e degli ambasciatori di Israele. Quest'ultimi hanno invitato il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, a ritirarla immediatamente. Dalla sera di venerdì 17 marzo, infatti, il testo non è più disponibile sul sito di ESCWA.

Sempre nello stesso giorno, Rima Khalaf, capo dell’organismo delle Nazioni Unite messo sotto accusa, ha rassegnato le dimissioni come atto di protesta contro le pressioni di Guterres. Durante una conferenza stampa a Beirut, l’economista giordana ha dichiarato:

«Guterres mi ha invitato a rimuovere la relazione. Gli ho chiesto di riconsiderare la sua decisione, ma lui ha negato. Pertanto, ho presentato le mie dimissioni. È mio dovere non nascondere un crimine. Non posso non avallare le conclusioni del rapporto».

È la prima volta che l'ONU, tramite un documento ufficiale, accusa lo Stato ebraico di apartheid.

Fonte: Le Monde

 Photo Credit / ©MPD01605 / Flickr.com (CC BY-SA 2.0) 


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