Cos’è Tahrir al Sham: il gruppo siriano autore dei sanguinosi attentati degli ultimi giorni.

Gianluca Chiusano

 

SIRIA – Una serie di attentati suicida ha colpito due istituti di sicurezza nella provincia di Homs, uccidendo una trentina di persona e ferendone altre cinquanta. Gli attacchi sono stati rivendicati dal neo-gruppo terroristico Tahrir al Sham tramite un post sui social media.

Secondo quanto riferito dal direttore del SOHR, Rami Abdel Rahma, in seguito ad alcuni scontri nei pressi di una stazione militare nel distretto di al-Mohata e di un’agenzia di sicurezza in quello di al-Ghouta, almeno sei terroristi si sono fatti esplodere.

Secondo il Middle East Eye gli attacchi sarebbero una risposta ai negoziati, mediati dalle Nazioni Unite, che coinvolgono governo e opposizioni. L’inviato speciale Staffan de Mistura, tuttavia, ha dichiarato che durante l’incontro non c’è stato alcun dialogo seriamente costruttivo.

Homs è nella mani di Assad dal 2014, quando i ribelli si sono ritirati a seguito degli accordi stipulati con le Nazioni Unite. Nonostante il controllo del governo, il distretto è stato bombardato diverse volte. Nel 2016, ad esempio, un duplice attacco ha provocato la morte di sessantaquattro persone.

Il gruppo Tahrir al Sham

La riconquista della zona est di Aleppo da parte del regime di Assad nel dicembre 2016 ha impresso un duro colpo ai ribelli siriani. La rapidità con cui l’esercito governativo ha ripreso il controllo della zona occidentale ha destato non poche preoccupazioni tra i ribelli siriani, i quali hanno deciso di stipulare delle alleanze in chiave anti governativa.

Inizialmente, i principali attori coinvolti nel teatro siriano erano Jabhat Fateh al-Sham (ex fronte al-Nusra) e l’Esercito siriano libero. Tuttavia, nel corso del conflitto, è emersa prepotentemente una terza fazione, denominata Ahrar al Sham, che ha inglobato sia gruppi moderati che estremisti jihadisti. Tra questi, lo schieramento Jaysh al Arhar, il cui leader è Hashim Al Sheikh.

Secondo Aymenn Al-Tamimi, analista del Combating Terrorism Center, il leader di Jaysh voleva convincere Ahrar al Sham a unirsi con Jabhat Fateh al-Sham. Tuttavia, le trattative tra i due gruppi non sono andate a buon fine. Parte del gruppo di Ahrar pensava infatti che, alleandosi con l’ex Al Nusra, l’organizzazione sarebbe rimasta isolata e non avrebbe più usufruito del sostegno della Turchia.

Members of jihadist group Al-Nusra Front take part in a parade calling for the establishment of an Islamic state in Syria, at the Bustan al-Qasr neighbourhood of Aleppo, on October 25, 2013. The conflict in Syria, which erupted after President Bashar al-Assad launched a bloody crackdown on Arab Spring-inspired democracy protests, is believed to have killed more than 115,000 people.
 

Nei primi mesi del 2017, altri avvenimenti hanno creato tensione tra i ribelli. Innanzitutto, i raid americani contro Jabhat Fateh al-Sham. Secondo l’ex emiro di Ahrar al Sham, hanno scoraggiato chiunque avesse voluto stringere alleanze con il gruppo Jabhat.

Il secondo avvenimento è stato il tentativo da parte di Russia e Turchia di voler convincere le fazioni ribelli, tra cui Ahrar al Sham, a stringere un’alleanza militare. Appena saputo di quanto stava succedendo, l’ex Fronte al Nusra ha attaccato il gruppo Jaysh al-Mujahideen, un’ampia coalizione creatasi ad Aleppo tra il 2013 e il 2014 per contrastare Daesh e che ha partecipato ai colloqui con la Turchia e la Russia. L’aggressione ha innescato diverse reazioni tra i ribelli. Il gruppo Suqur al-Sham, ad esempio, ha richiesto la mobilitazione generale per neutralizzare l’ex al Nusra. I gruppi Faylaq al Sham e Ahrar al Sham, al contrario, hanno preferito non attaccare.

L’assalto ha inoltre contribuito a rivelare le reali intenzioni dei gruppi. Due giorni dopo, Ahrar al Sham ha infatti dichiarato di voler allargare la propria organizzazione, inglobando altri cinque gruppi. Jabhat Fateh al Sham, anziché stipulare un’alleanza con Ahrar, il 28 gennaio ha invece  fondato una nuova organizzazione,  denominata Hay’at Tahrir al-Sham, letteralmente “liberazione dalla Commissione di Al Sham”. Le fazioni con cui ha fondato la nuova coalizione sono filo-qaedisti di Jabhat Fateh al-Sham. Tra questi, vi è anche l’ex gruppo appartenente ad Ahrar e condotto da Hashim al Sheik. 

Le nuove alleanze risultano cruciali per il futuro della Siria. In questo momento, secondo Aymen, i fronti stanno evitando di combattersi, in modo da spostare lo scontro contro il regime di Assad. Tuttavia, le dinamiche possibili sono diverse e, secondo gli analisti,  le sorti del Paese si decideranno nel breve termine.

Photo Credit / ©Surian Soosay / FLICKR.COM (CC BY 2.0) 

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