Mosul: forze irachene assaltano l’aeroporto ma la zona occidentale è ancora dell'ISIS

Beatrice Guzzardi | 23 FEbbraio

IRAQ – Continua l’offensiva contro l’ISIS a Mosul, dove le forze irachene hanno assaltato l’aeroporto, una zona strategica per la riconquista della città. Coadiuvate dagli alleati americani, le truppe locali hanno lanciato un’offensiva su larga scala contro i soldati dell’ISIS, combattendo senza sosta fino a raggiungere una base militare poco distante da Mosul e occupando allo stesso tempo la pista dell’aeroporto cittadino.

L’attacco è stato portato avanti con un’avanzata su due fronti, come parte di un’operazione iniziata lunedì e finalizzata all’estromissione dell’ISIS dalla zona occidentale della città. Secondo l’agenzia AP, alcuni reparti di agenti federali iracheni si sono diretti verso l’aeroporto a bordo di mezzi blindati e, dopo un duro scontro a fuoco, hanno costretto i miliziani dello Stato Islamico a barricarsi all’interno di alcuni edifici. Contemporaneamente, le forze speciali locali hanno fatto irruzione nella base militare al-Ghazlani, situata vicino all’aeroporto nella parte meridionale della città, a ovest del fiume Tigri.

Domenica mattina, il portavoce della coalizione aveva annunciato l’inizio della riconquista dell’area occidentale di Mosul. Finora, sono riusciti a riappropriarsi di una zona vasta circa centoventi chilometri quadrati. L’attacco odierno ha visto per la prima volta la partecipazione dei reparti speciali iracheni, i quali sono stati decisivi nella messa in sicurezza della parte orientale della città.

A gennaio ne era stata annunciata la liberazione, mentre i tentativi per riconquistare la parte occidentale di Mosul non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, a causa della presenza di moltissimi civili ancora nelle mani dell’ISIS. Quest’area è infatti, per dimensioni, la seconda roccaforte dello Stato Islamico dopo Raqqa, una delle principali città irachene e tuttora controllata dai miliziani jihadisti.

Il comandante delle forze Statunitensi in Iraq ha comunicato all’agenzia Reuters che i prossimi sei mesi saranno cruciali per la liberazione di entrambi i centri urbani, condizione necessaria per annientare la presenza dei ribelli nell’intera area.

La battaglia di Mosul sta tuttavia mettendo a dura prova la popolazione civile: sono molti infatti i cittadini utilizzati come scudi umani dall’ISIS e uccisi dalle bombe sganciate durante i raid aerei della coalizione. Secondo gli ultimi rapporti delle Nazioni Unite sarebbero 650.000 gli abitanti intrappolati nella città. Migliaia quelli che hanno perso la vita fra le macerie di quella che, nonostante tutto, continua a essere una periferia fantasma. 

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