Pochi giorni fa l’ISIS ha rivendicato un attacco suicida che ha colpito i militari dell’esercito sciita iracheno nei pressi di Mosul. Secondo diverse fonti, l’attentatore, Ronald Fiddler, era un cittadino britannico che aveva trascorso un periodo di detenzione presso la struttura di Guantanamo. Il governo inglese, dopo il suo rilascio, gli avrebbe inoltre versato un milione di dollari a titolo di risarcimento.

Fiddler aveva 50 anni, era originario di Manchester dove si era convertito all’Islam cambiando il suo nome in Jamal al-Harith ed era stato detenuto a Guantanamo nel 2002. L’ISIS ha emesso un comunicato pochi giorni fa, in cui esalta le gesta di un attentatore suicida di origini britanniche di nome Abu-Zakariya al-Britani. La notizia riguardante le origini inglesi dell’attentatore non era ancora stata confermata dalle autorità, quando il fratello dell’uomo ne ha riconosciuto il volto in una foto sul Times, la stessa che era stata diffusa dall’ISIS. Abu-Zakariya al-Britani era infatti il nome di battaglia con cui Fiddler era conosciuto fra le fila dei suoi miliziani.

Fiddler era stato recluso nella prigione di Guantanamo dal 2002 al 2004 e, secondo il Guardian, il governo inglese lo aveva risarcito in seguito alle sue denunce per i maltrattamenti subiti durante la detenzione e per aver permesso che un suo cittadino venisse trattenuto senza capi formali d’imputazione a suo carico. Secondo le autorità statunitensi, nel 2002 l’uomo era stato condotto in un carcere afghano da alcuni militari americani, poiché credevano fosse arrivato nel paese per unirsi ai Talebani. Paradossalmente quest’ultimi, credendolo una spia inglese, lo avevano immediatamente allontanato.

Durante il periodo di detenzione a Guantanamo l’uomo aveva collaborato con il governo americano, rivelando dettagli importanti sui Talebani. Secondo il file di Guantanamo su al-Harith e analizzato dal Guardian, l’uomo era a conoscenza delle tecniche di interrogatorio utilizzate dai Talebani, nonché del trattamento riservato da quest’ultimi ai propri prigionieri.

Secondo le fonti, l’uomo avrebbe dovuto essere rilasciato nel 2002, non essendo certa la possibilità che fosse un affiliato di Al-Qaeda. Tuttavia, sarebbe stato trattenuto perché sospettato di essere coinvolto nell’attacco terroristico contro gli Stati Uniti, nonostante non gli fossero state rivolte domande al riguardo. L’uomo era stato infine rilasciato nel 2004, poiché l’allora segretario di stato britannico David Blunkett aveva assicurato che il suo rilascio non costituiva una minaccia per la sicurezza dei cittadini inglesi. L’ex premier Tony Blair ha riferito poche ore fa in un comunicato stampa che il partito laburista non ha avuto nulla a che fare con il pagamento di un milione di dollari all’ex detenuto, come invece inizialmente riportato dal Daily Mail.

Nel 2014, nonostante i suoi precedenti, al-Harith è partito alla volta della Siria per arruolarsi nell’esercito dell’ISIS. Il suo non è stato un caso isolato: secondo il governo britannico, altri 850 individui di nazionalità inglese hanno lasciato il paese per combattere nelle fila dello Stato Islamico. Meno della metà sarebbero tornati in Inghilterra, mentre il 15% sarebbe deceduto.

La nota agenzia di stampa BBC ha inoltre confermato di aver visionato i documenti firmati da Fiddler nell’aprile del 2014, al momento del suo passaggio per il confine turco-siriano.

La moglie di al-Harith, parlando con i media, ha riferito di essersi recata in Siria insieme ai figli nel 2015 per cercare di convincere il marito a tornare a casa. Secondo il Guardian, resasi conto che non sarebbe mai riuscita nel suo piano, nel tentativo di abbandonare il paese sarebbe persino caduta nelle mani dei trafficanti di migranti. Secondo una dichiarazione rilasciata in seguito, la donna ha ammesso che l’ISIS non era il suo “cup of tea”, espressione gergale inglese per indicare che quel contesto “non faceva per lei”.

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