Sicurezza e post-brexit: Londra chiama Bruxelles

GIANLUCA CHIUSANO

In un periodo dettato dalla costante minaccia terroristica, il Regno Unito ha richiesto la collaborazione dell’Unione Europea per affrontare le nuove sfide alla sicurezza.

Il 18 settembre, infatti, il governo britannico ha diffuso un paper intitolato “Sicurezza, Forze dell’ordine e giustizia penale: la futura collaborazione”. Si tratta di una proposta di cooperazione tra il sistema di giustizia europeo e quello britannico e basata su quarantasette punti chiave.

Da una parte il Regno Unito condividerebbe la propria competenza nell’ambito della lotta al terrorismo e alla criminalità, mentre dall’altra vorrebbe usufruire delle strutture e degli strumenti degli altri partner europei europei per garantire maggior sicurezza ai propri cittadini.

In particolare, le aree su cui verterà la cooperazione saranno quattro: individuazione e prevenzione di potenziali attività terroristiche, investigazione, amministrazione della giustizia e perseguimento dei criminali.

Maggior rilievo è stato dato alla minaccia terroristica, in quanto nel 2017 il Regno Unito ha subito numerosi attentati, alcuni dei quali sventati grazie al lavoro delle autorità. Il livello di allerta nel paese rimane molto alto, in quanto potrebbero verificarsi nuovi attacchi. Ciononostante, la Gran Bretagna non è la sola a dover affrontare questa minaccia, in quanto altri stati sono stati colpiti.

Per tale motivo, coordinando le operazioni anti-terrorismo, sia il Regno Unito che l’Europa trarrebbero vantaggio dalla fruizione di risorse comuni e dall’impegno in diversi ambiti come la sicurezza aerea, la protezione dei civili e il contrasto alla radicalizzazione religiosa.

La collaborazione si focalizzerà inoltre sulla lotta alla schiavitù moderna, alla criminalità organizzata e alle minacce cibernetiche, apportando miglioramenti alla sicurezza delle infrastrutture tecnologiche. È pertanto intenzione del governo britannico contribuire allo sviluppo di NATO e OCSE, nonché partecipare al SIS (Schengen Information System) per diffondere informazioni sui ricercati e rafforzare gli accordi di Prum per condividere dati su DNA, impronte digitali e veicoli.

Il Segretario di Stato David Davis ha dichiarato: “assieme all’Europa abbiamo sviluppato uno dei sistemi più sofisticati per combattere il crimine. La cooperazione oltre confine è cruciale se vogliamo assicurare la sicurezza dei cittadini”.

Fonte: Al JazeeraAl Arabia English

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