Terrore a Bruxelles: militari sventano attentato

Daniele Genick | 21 giugno

Martedì 20 giugno, Bruxelles, ore 20.45. Un uomo entra nella hall della Stazione Centrale. Dopo essersi avvicinato a un gruppo di persone, aziona un piccolo dispositivo che provoca una piccola esplosione nel trolley che aveva con sé. Nessuno dei presenti rimane ferito, ma per lo spavento si danno tutti immediatamente alla fuga, seguiti dall’uomo che si dirige verso i piani inferiori della stazione, ma senza la propria valigia. Ormai in fiamme, quest’ultima esplode una seconda volta: la deflagrazione è più violenta, ma non di intensità tale da farla esplodere. Dopo pochi minuti l’uomo torna nella hall, ma viene intercettato da una pattuglia di militari accorsi sul posto.

Sono momenti concitati, il panico si diffonde rapidamente tra chi a quell’ora aspetta il treno: alcuni, terrorizzati, cercano addirittura di attraversare i binari, mentre coloro che si trovavano negli esercizi commerciali adiacenti sono invitati dai gestori a rimanere all’interno. Fra questi, un gruppo di studenti molisani, invitati al Parlamento Europeo nell’ambito del concorso “Eu Tube”.

A poche decine di metri di distanza Nicolas Van Herrewegen, un addetto alla manutenzione, si sta recando ai binari delle linee extraurbane quando viene sorpreso da un rumore sordo e da urla indefinite. Senza pensarci troppo, avvisa i colleghi di quanto sta accadendo perché possano procedere all’evacuazione della stazione.

Nel frattempo riesce a individuare la provenienza delle grida e molto cautamente tenta di avvicinarsi. Sporgendosi da dietro una parete, vede un uomo che continua a urlare “Allahu Akbar” nonostante sia circondato da un gruppo di militari che lo tengono sotto tiro.

Pochi istanti e il rumore dei mitra rimbomba nei corridoi della stazione ormai deserta. L’uomo è a terra: ai suoi piedi la valigia, ormai parzialmente bruciata, con cui era entrato nella hall.

Questa mattina gli inquirenti - dopo aver autorizzato la riapertura delle principali stazioni ferroviarie e della metropolitana di Bruxelles - hanno indetto una conferenza stampa per far chiarezza sui fatti di ieri.

L’uomo ucciso dai militari, O.Z. le iniziali, era un 36enne marocchino residente a Molenbeek, quartiere di Bruxelles dove nella notte sono state effettuate numerose perquisizioni da parte della polizia. Noto all’intelligence belga per reati sessuali e traffico di stupefacenti, non era tuttavia sospettato di essere in contatto con ambienti terroristici.

Intervistato dall’emittente locale La Premiere, il Ministro degli Interni belga Jambon ha dichiarato che “il peggio è stato evitato” in quanto, durante le operazioni di bonifica della Stazione Centrale, gli artificieri hanno disinnescato l’ordigno contenuto nella valigia dell’uomo. Se il congegno non fosse stato difettoso, la deflagrazione avrebbe avuto conseguenze devastanti a causa dei numerosi chiodi e delle bombolette di gas contenuti al suo interno.

Il Primo Ministro Michel ha tuttavia parlato di “attentato terroristico fallito” da parte di un probabile lupo solitario, fortunatamente poco esperto in materia di esplosivo. Pertanto, dopo aver riunito nella notte il Consiglio dei Ministri, ha disposto un ulteriore rafforzamento delle misure di sicurezza confermando, inoltre, il regolare svolgimento del concerto dei Coldplay previsto per stasera. L’Ocam - l’organismo belga predisposto alla valutazione della minaccia terroristica, ndr - ha infatti deciso di mantenere lo stato d’allerta al livello 3 su una scala di 4.

fonti: Ansa, BBC, RepubblicaReuters 

 

Photo Credit / ©Dmitrijs Kuzmins / Wikimedia Commons (CC BY 3.0)

 
 

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