‘Ndrangheta: in manette un parroco ed il responsabile di un'associazione di volontariato.

Valentina Omiccioli | 24 maggio

Catanzaro - All’alba del 17 Maggio i carabinieri del Ros hanno dato il via all’operazione “Johnny”, inerente alle attività illecite svolte nel centro di accoglienza migranti di Isola Capo Rizzuto. Sessantotto gli arresti fra capibastone e picciotti della ‘ndrangheta, imprenditori e persone insospettabili. Tra quest’ultimi Leonardo Sacco, identificato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro come il “volto pulito” del clan Arena, responsabile dell’associazione di volontariato “Fraternità della Misericordia” che gestisce il centro di Isola. Denominato dagli inquirenti, guidati dal Procuratore Capo di Reggio Calabria Nicola Gratteri, “colletto bianco” della cosca Arena, Sacco ha gestito per conto di quest’ultima i contratti di appalto per quella che è considerata la più grande struttura d’accoglienza in Europa.

Secondo l’accusa, degli oltre cento milioni di euro stanziati, almeno trenta sarebbero stati dirottati verso i clan. Non solo: Sacco avrebbe stretto accordi con Don Edoardo Scordio, parroco di Isola di Capo Rizzuto e uno tra i fondatori delle Misericordie, il cui nome risulta nella lista dei fermati.

Grazie a Leonardo Sacco, la ‘ndrina Arena ha inoltre avuto modo di estendere i propri affari sui centri di immigrazione di Lampedusa. Si tratta di quattro milioni di euro in appalti, i quali venivano affidati a imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre ‘ndrine.

Le sessantotto persone fermate dagli inquirenti sono accusate di: associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione a danno dello Stato e truffa aggravata.

Leonardo Sacco è il principale indagato dell’inchiesta. Negli ultimi dieci anni, l’ex vice presidente della Misericordia ha intessuto rapporti istituzionali e politici di alto livello, sfruttando abilmente la carica che ricopriva per battersi addirittura nella lotta alla ‘ndrangheta. Aveva infatti recentemente sottoscritto una convenzione con la Questura di Crotone per un “rapporto di collaborazione nell’ambito della gestione dei centri di accoglienza”.

“Otto secoli di storia non vengono cancellati dai fatti” – ha dichiarato la Confederazione nazionale della Misericordia – “seppur gravi e pesanti […]. Continueremo a dare risposte ai più deboli”.

Fonte: Corriere della Sera

Photo Credit / ©Cino / Flickr.com (CC BY-NC-SA 2.0)

 

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