Manchester: 22 morti e 120 feriti al concerto di Ariana Grande. L'ISIS rivendica l'attacco.

Di Daniele Genick | 23 MAggiO

Manchester - Lunedì 22 maggio, 22.35 ore locali. La cantante statunitense Ariana Grande ha da poco salutato le migliaia di fan accorsi al suo concerto organizzato all’interno della Manchester Arena, la struttura indoor più grande d’Europa. Le luci stroboscopiche si sono da poco spente per lasciare il posto a quelle bianche: lo show è finito e i circa ventimila partecipanti si stanno ordinatamente dirigendo verso le uscite.

Nei pressi della biglietteria, nella zona del foyer poco distante dagli spalti, una violentissima esplosione investe la folla, composta prevalentemente di teenager e ventenni, soddisfatta dell’esibizione appena conclusasi.

La sicurezza avverte immediatamente la polizia locale la quale, insieme a decine di mezzi di soccorso e a una squadra di artificieri, raggiunge l’Arena in pochi minuti. Aiutando gli spettatori a defluire il più ordinatamente possibile e disponendo la chiusura della vicina stazione metropolitana di Victoria, gli agenti entrano nella struttura per iniziare le indagini.

Sebbene dopo i primi rilievi sembrava che fossero due gli ordigni deflagrati, il capo della Greater Manchester Police Ian Hopkins ha dichiarato che l’attentatore - il 22enne Salman Abedi, cittadino inglese di origine libiche - ha azionato un corpetto esplosivo assemblato artigianalmente. L’utilizzo di chiodi, come dimostrato dalle numerose ferite riportate alle gambe dai sopravvissuti, ne ha incrementato il potenziale distruttivo. Nonostante resti ancora da confermare se l’attentatore abbia agito da solo o meno, Daesh, attraverso la propria agenzia di stampa Amaq, ha rivendicato l’attentato, per il quale un 23enne di Chorlton - periferia di Manchester, ndr - è attualmente in stato di fermo.

Il bilancio, ancora provvisorio, è di 22 morti, 120 feriti e 10 dispersi. Per permettere il ritrovamento e/o l’identificazione di quest’ultimi, le autorità hanno attivato un apposito numero telefonico e, al gate 11 dell’Etihad Stadium, un help centre.

Il Premier britannico Theresa May, dopo aver espresso pubblicamente il proprio dolore, ha sospeso la campagna elettorale e, dopo aver convocato i membri del proprio governo, ha riunito il Comitato per le Emergenze (Cobra). Nel primo pomeriggio è attesa a Manchester per fare il punto della situazione insieme alle forze dell’ordine. Nel frattempo, ha ordinato che le indagini siano affidate alla North West Counter Terrorism Unit, coadiuvata da agenti dell’Antiterrorismo di Scotland Yard.

Oltre al dolore di Ariana Grande, sconvolta ma illesa, unanime è il cordoglio della politica internazionale. Al messaggio del premier Gentiloni, si unisce l’impegno dei funzionari dell’ambasciata italiana a Londra, da questa notte in continuo contatto con l’Unità di Crisi convocata d’urgenza alla Farnesina. Alle 15 il ministro Minniti presiederà la riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA).

Finora, tuttavia, non risultano coinvolti cittadini italiani in quello che rappresenta il più grande attacco terroristico avvenuto in Inghilterra dopo quelli di Londra nel 2005.

Fonti: BBC, Repubblica, Reuters ANSATwitterRepubblicaANSA

 

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