Turchia: mandati d’arresto nella redazione del giornale di opposizione Sozcu

Beatrice Guzzardi | 19 maggio

Venerdì 19 aprile le autorità turche hanno arrestato il direttore e tre dipendenti della testata giornalistica Sozcu, sostenitrice del partito di opposizione.

Il proprietario Burak Akbay è stato arrestato insieme ad alcuni dipendenti tra cui il dirigente esecutivo del sito web, Mediha Olgun. L’accusa è di avere stretto contatti con Fethullah Gulen, il principale  responsabile del tentato colpo di stato dello scorso anno.

La Turkish Journalist Union ha definito la situazione “inaccettabile”, postando su twitter che “se Sozcu verrà messo a tacere, tutta la Turchia verrà messa a tacere”.

Il quotidiano - laico, nazionalista e critico nei confronti sia del governo che del movimento gulenista - non ha mai nascosto di condividere la causa del PKK. 

Il leader del partito di opposizione CHP, Kemal Kilicdaroglu, ha criticato aspramente gli arresti. Al sito Cumhuriyet il politico ha dichiarato: “stiamo affrontando un regime dittatoriale. L’operazione contro Sozcu è un’operazione contro la Turchia”.

Dopo il colpo di stato dello scorso luglio fu dichiarato lo stato d’emergenza. 47.000 5persone furono arrestate e altre migliaia persero il proprio lavoro.

La scorso mese la Turchia ha licenziato 4000 funzionari pubblici. Il 29 aprile 9.100 membri delle forze dell’ordine sono stati sospesi. Anche Ergin Demirhan, editor di  sendika.org, è stato arrestato. La testata online aveva denunciato la vittoria illegittima del “Sí” al referendum del 16 aprile che ha ufficializzato l’aumento dei poteri di Erdogan.

Fonte: Middle East Eye

 

Photo Credit / ©Thomas Leuthard / Flickr.com (CC BY 2.0)

 
 

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