Narcotraffico in barca a vela: sequestrata mezza tonnellata di cocaina.

Valentina Omiccioli | 30 aprile

Murcia, Spagna. È il 24 Luglio 2014. L’imbarcazione “Scugnizza” attracca nel porto di Aguilas. Ad attenderla gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinati dalla Dda del capoluogo campano.

La polizia, dopo un’accurata perquisizione, trova 680 chilogrammi di cocaina purissima. I tre uomini a bordo della Scugnizza sono immediatamente ammanettati. Sono due skipper spagnoli - i fratelli Lopez, di 66  e 68 anni - e Bartolo Di Massa, 46enne di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.

La “Scugnizza” lascia il porto di Napoli a Febbraio del 2014 e, dopo sei mesi, attracca in Venezuela, carica a bordo la cocaina e infine attraversa nuovamente l’Atlantico approdando sulle coste spagnole.

Qualora la cocaina fosse stata immessa nel mercato illegale, avrebbe permesso di guadagnare più di 115 milioni di euro.

Tre anni dopo, il 19 Aprile 2017, le forze dell’ordine italiane, con il supporto della Brigata Centrale contro il Crimine Organizzato dell’UDYCO spagnola, arrestano i finanziatori del narcotraffico internazionale di cocaina in barca vela. Sono tre incensurati e insospettabili imprenditori campani: i fratelli Raffaele e Giuseppe Maurelli - rispettivamente di 46 e 44 anni - e il 39enne Paolo Del Sole. Accusati di detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti, sono attualmente in carcere. Sotto sequestro beni immobili e mobili per un valore di circa dieci milioni di euro. Fra questi: attività commerciali, appartamenti, ville, auto e moto. A Pompei, in un locale riconducibile ai Maurelli, sono dovuti addirittura intervenire gli artificieri, poiché in una scatola sono state rinvenute sette bombe a mano di fabbricazione jugoslava

“I fratelli Maurelli - ha dichiarato il procuratore aggiunto della Dda Filippo Beatrice - sono in contatto con esponenti della criminalità organizzata. Si tratta di ben cinque clan camorristici attivi tra Castellammare, Pompei, Scafati e Torre Annunziata: i Cesarano, gli Omobono-Scarpa, i Gionta e i Gallo-Cavaliere”.

Le indagini sono tuttora in corso.

Fonte: Antimafiaduemila

Photo Credit / ©Public Domain / Pixabay (CC0 1.0)

 

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