Parigi di nuovo sotto attacco: il nome del terrorista era Karim Cheurfi.

Beatrice Guzzardi | 22 aprile

Alle 21 del 19 aprile un uomo ha aperto il fuoco contro un veicolo della polizia in sosta lungo gli Champs-Elysées. L’aggressore e un poliziotto sono rimasti a terra, mentre due agenti sono tuttora ricoverati in ospedale. Le loro condizioni sono gravi, ma i medici non hanno ancora sciolto la prognosi.

Numerose pattuglie sono accorse immediatamente sul luogo della sparatoria, rinvenendo i documenti del malvivente in un’auto parcheggiata poco lontano.

Informato dell’accaduto, il Presidente Hollande ha dichiarato che si è trattato di un attacco terroristico, riunendo d’urgenza il Consiglio di Difesa per pianificare un incremento dei controlli in tutto il paese.

Tramite Amaq, la propria agenzia propagandistica, l’ISIS ha rivendicato l’attacco riconoscendo l’aggressore in Abu Yusuf al-Beljiki (il Belga, ndr), nome di battaglia di Karim Cheurfi, 39enne residente a Chelles, estrema periferia di Parigi. Noto alle forze dell’ordine e all’antiterrorismo, nel 2005 era stato arrestato per aver attentato alla vita di tre poliziotti.

Vicino al suo cadavere è stato rinvenuto un biglietto in cui sosteneva la causa dello Stato Islamico.

Le forze dell’ordine hanno arrestato i suoi familiari, mentre un terzo individuo, da giorni nel mirino degli inquirenti, si è costituito alle autorità del Belgio.

L’attacco per il momento non sembra essere collegato agli arresti avvenuti a Marsiglia nei giorni scorsi, seppur consumatosi a poche ore dalle elezioni presidenziali francesi i cui candidati, a prescindere dal colore politico, hanno più volte affrontato il tema terroristico durante i loro comizi.

A differenza dei precedenti attentati, tuttavia, quest’ultimo presenta alcune peculiarità. A sottolinearlo è il Dottor Marco Lombardi, esperto in comunicazione e terrorismo, il quale ha evidenziato l’inconsueta rapidità della rivendicazione dell’attacco, nonché la rivelazione dell’identità del terrorista da parte dello Stato Islamico.

Fonte: BBC

[articolo modificato]

Photo Credit / ©Cezary Piwowarski / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

 

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