Attentato a San Pietroburgo. Confermata l’identità dell’attentatore.

Gianluca Chiusano

 

Russia – Continuano le indagini sull’attentato di San Pietroburgo del 3 Aprile, a seguito del quale sono stati indetti tre giorni di lutto nazionale. Secondo quanto dichiarato dal Consiglio Investigativo russo, l’autore è il ventiduenne Akbarzhon Dzhalilov, morto durante l’azione. Originario di Osh, Kirghizistan, il giovane nel 2011 ha ottenuto la cittadinanza russa. Trasferitosi a San Pietroburgo, ha lavorato in un sushi bar fino al 2015. Negli ultimi anni l’attentatore potrebbe essere entrato in contatto con organizzazioni terroristiche, anche se dall’analisi dei suoi profili sui social networks non sono emerse conferme.

Nel frattempo è salito a quattordici il numero delle persone che hanno perso la vita a seguito dell’esplosione. Cinquantuno i feriti che sono stati trasportati in ospedale, tra cui anche un bambino.

Al momento non è ancora chiara la dinamica dell’attentato. Le forze dell’ordine russe ipotizzano un attacco suicida, compiuto con esplosivo assemblato artigianalmente. Al suo interno erano state collocate anche piccole sfere metalliche per aumentarne il potenziale.

Negli ultimi anni la Russia ha subito diversi attacchi terroristici di matrice islamista/separatista. Tra questi, l’attentato alla metropolitana di Mosca nel 2010, dove due donne kamikaze causarono la morte di quaranta persone. A Gennaio 2011, invece, un attentatore suicida uccise trentasette persone all’aeroporto di Domodedovo.

 Se sul fronte interno la Russia  deve dunque proteggersi dagli indipendentisti caucasici,  su quello estero non può ignorare le minacce di gruppi terroristici come l’ISIS, l’ex fronte Al Nusra o i Fratelli Musulmani. Da quando la Russia è intervenuta nel conflitto siriano nel settembre 2015, i terroristi dello Stato Islamico hanno giurato vendetta. Ad ottobre 2015, un aereo proveniente da Sharm el Sheik e diretto a San Pietroburgo è esploso in volo per lo scoppio di un ordigno. Lo scorso 24 marzo, invece, otto jihadisti hanno assaltato una base militare in Cecenia, provocando la morte di sei soldati.

L’attentato di San Pietroburgo è il quinto attacco di matrice islamista compiuto in Europa in meno di tre settimane. Il 17 Marzo, a Parigi, un uomo ha ucciso due suoi familiari al grido di “Allah Akbar”. Il giorno seguente all’aeroporto di Orly, in Francia, un estremista ha sparato contro alcuni gendarmi. Il 22 Marzo, a Londra, Khalid Masood ha compiuto una strage sul ponte di Westminster, provocando la morte di cinque persone. Il giorno successivo, ad Anversa, un uomo è stato fermato poco prima di investire alcuni passanti nella zona pedonale, tentando di imitare l’attentatore di Nizza.

Photo Credit / ©Mariano Mantel / Flickr.com (CC BY-NC 2.0) 

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