Londra sotto attacco. Rivelato il nome del terrorista.

Gianluca Chiusano

Londra – Si chiamava Khalid Masood il responsabile dell’attentato a Londra. Aveva 52 anni ed era già noto sia al MI5, i servizi segreti britannici, sia alla polizia londinese. "Il lupo solitario - ha dichiarato il Primo Ministro Theresa May - era nel mirino dell’Intelligence, perché ritenuto inizialmente vicino a ambienti radicali. Tuttavia, era uscito dal controllo dei servizi in quanto  considerato successivamente una figura marginale".

L’uomo aveva diversi precedenti, tra cui una denuncia per somministrazione di GHB, meglio nota come la "droga dello stupro". La sua ultima condanna risaliva a Dicembre 2003 per possesso illecito di armi da taglio. Conosciuto anche con altri nomi, Masood viveva nella Contea del West Midlands.

L’anti-terrorismo britannico ha attivato una linea telefonica per riferire ulteriori informazioni sul suo conto. Il numero è 0800 789 321.

La polizia e l’Intelligence stavano monitorando più di 3.000 cittadini britannici, soprattutto musulmani. Su 500 di questi erano stati istruiti fascicoli d'indagine. Un centinaio gli individui intercettati e sottoposti a sorveglianza negli ultimi mesi.

Durante la notte le forze dell’ordine hanno effettuato una serie di controlli tra Birmingham e Londra. Sei le residenze in cui è stata fatta irruzione: fra queste, un appartamento al secondo piano sulla Hagley Road, a Birmingham. Secondo gli inquirenti, l'auto usata da Masood è stata noleggiata presso una filiale della catena Spring Hill in quest'ultima città, a pochi chilometri dal monolocale in cui è scattato il blitz notturno.

Poche ore fa Amaq, l’agenzia mediatica dello Stato Islamico, ha rivendicato l'attentato. La polizia tuttavia non ha ancora emesso alcun comunicato ufficiale.

Nel frattempo, sono emersi nuovi dettagli sulle vittime e sui feriti. Tra questi, dodici sono britannici, tre francesi e quattro sud coreani. Oltre a due greci, un tedesco, un polacco, un cinese, un irlandese e un americano ci sono anche due italiani.

Photo Credit / ©FRANCIS TYERS / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0) 

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