‘Ndrangheta: omicidio Caccia, le dichiarazioni del “baby-pentito” Domenico Agresta.

Valentina Omiccioli | 15 marzo

Bruno Caccia era procuratore capo di Torino. Fu freddato a colpi di pistola dalla ’ndrangheta il 26 Giugno 1983. È tuttora l’unico magistrato ucciso dalla criminalità organizzata al Nord Italia. Secondo il pentito Domenico Agresta, il movente dell’omicidio è stato il rifiuto del procuratore “a chiudere un occhio sugli affari dei Mammasantissima”.

Domenico Agresta è un giovane di ventotto anni, noto nella malavita calabrese come “Micu McDonald”. Nato a Locri, la sua famiglia è radicata a Volpiano, vicino Torino. A soli vent’anni viene accusato di omicidio volontario. Una vera e propria esecuzione avvenuta a Borgiallo, nel Canavese: la vittima era Giuseppe Trapasso. “Micu Mcdonald” è l’unico pentito della ‘ndrina Agresta. Per gli inquirenti, una delle più importanti famiglie ‘ndranghetiste trasferitesi in Piemonte e affiliata alla ‘ndrina di Domenico Belfiore, colui che dette l'ordine di uccidere Bruno Caccia.

Ieri (13 marzo, ndr) Agresta, in videoconferenza, ha testimoniato in Corte d’Assise di Milano contro il boss Rocco Schirripa, considerato uno dei presunti assassini del magistrato.

Secondo la testimonianza del pentito, alcuni esponenti della ‘ndrina Belfiore si rivolsero al procuratore Caccia per convincerlo ad aggiustare indagini a loro carico. Ma il magistrato si rifiutò perentoriamente.

Il collaboratore di giustizia ha affermato che a premere il grilletto sono stati Rocco Schirripa e Francesco D’Onofrio. Tale informazione gli sarebbe stata riferita dal padre Saverio, durante la sua detenzione a Torino.

Dunque, il movente dell'omicidio  sarebbe la mancata disponibilità del magistrato ad aiutare gli uomini della ‘ndrangheta. Proprio negli anni in cui, secondo un’inchiesta precedente, alcuni magistrati torinesi ne erano importanti conniventi.

"Lo uccisero perché era incorruttibile”, ha ribadito Agresta in videoconferenza.

Fonte: antimafiaduemila

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