'Ndrangheta: al via il maxiprocesso "Gotha" contro gli “Invisibili” dell'organizzazione

Valentina Omiccioli

 

Il Tribunale di Reggio Calabria ha indetto le prime due udienze del maxiprocesso Gotha. “Gotha” è l'unificazione delle inchieste “Mamma Santissima”, “Reghion”, “Fata Morgana”, “Alchimia” e “Sistema Reggio”.

Gli imputati sono settantuno, accusati di reati come: contro la persona, il patrimonio, la pubblica amministrazione, l'ordine pubblico, associazione mafiosa, favoreggiamento. Si tratta di un'accusa agli “Invisibili”, così definiti dai pm della Dda. Essi rappresenterebbero, secondo i magistrati, una componente “riservata” della 'ndrangheta, con forti doti strateghe il cui fine sarebbe di alterare l'equilibrio degli organi costituzionali e statali. Secondo gli inquirenti tale struttura “diversificata” pone il proprio riferimento all'organizzazione 'ndranghetista degli anni settanta, basata sull'ideologia di Giorgio e Paolo De Stefano, considerati gli ideatori della prima vera “struttura riservata” della 'ndrangheta, conosciuta come “Mamma Santissima” o “La Santa”. Tale nuova concezione ha valicato i limiti delle tradizionali regole delle 'ndrine, aprendosi a contesti criminali contigui attraverso canali politici, istituzionali, finanziari e bancari.

Tra gli invisibili vi sono il senatore Antonio Caridi, l'ex assessore regionale della Calabria Alberto Serra, il sacerdote Giuseppe Strangio e l'avvocato, attore principale della seconda udienza, Giorgio Di Stefano. Di Stefano è stato accusato di essere uno dei principali invisibili a capo della Cupola “riservata” della 'ndrangheta. Durante la seconda udienza, lo stesso Giorgio De Stefano ha richiesto volontariamente di essere interrogato. L'interrogatorio è durato cinque ore e sembra sia stato particolarmente serrato. Egli ha affermato di non essere a capo delle Cupola “mammasantissima”, adducendo che l'accusa non è in possesso neanche di un fatto specifico da contestargli. “Ci sono stati diversi pentiti che hanno affermato come si dicesse di me alcune cose - ha aggiunto De Stefano in udienza - ma non sono stati in grado di fornire alcuna circostanza specifica”. 

Dunque, a termine della seconda udienza per la definizione delle singole posizioni degli imputati, il gip ha richiesto il rinvio a giudizio per tutti.

Fonti: Antimafia DuemilaLacnews24

 

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