Pakistan: Jamaat-ul-Ahrar rivendica l'attentato di ieri a Lahore

Beatrice guzzardi | 14 FEbbraio 

PAKISTAN – Continuano a giungere novità sull’attentato di ieri a Lahore, seconda città più popolosa del Pakistan, in cui tredici persone hanno perso la vita e almeno ottanta sono rimaste gravemente ferite. L’esplosione ha colpito i manifestanti che protestavano contro una legge riguardante la vendita di prodotti farmaceutici. L’attentato, avvenuto davanti al palazzo dell'assemblea provinciale del Punjab dove la folla si era radunata, è stato successivamente rivendicato dal gruppo Jamaat-ul-Ahrar.

Secondo Al Jazeera, un testimone oculare ha visto un uomo in moto schiantarsi contro un veicolo della polizia nei pressi dell'edificio. L’esplosione è stata talmente potente che il boato è stato avvertito a diversi chilometri di distanza.

L’ispettore generale della polizia del Punjab, Mushtaq Sukhera, ha riferito all’inviato della Reuters che si è trattato di un attacco suicida. L’attentatore si è fatto esplodere nel momento in cui i negoziati tra polizia e manifestanti sembravano volgere al meglio.

Dopo l’esplosione l’area circostante il palazzo dell'assemblea provinciale del Punjab è stata transennata e presidiata da varie unità delle forze di sicurezza. Le ambulanze sono così potute intervenire tempestivamente per soccorrere i feriti. Sukhera ha confermato che nell’esplosione sono rimasti uccisi cinque poliziotti e non due come inizialmente comunicato.

Un portavoce del gruppo terroristico ha poi dichiarato che l’attentato è “solo l’inizio” di una serie di azioni violente già pianificate contro i dipartimenti del governo. 

Come riportato dall’agenzia Reuters, il gruppo terroristico Jamaat-ul-Ahrar non è nuovo alle forze di sicurezza pakistane avendo già rivendicato due attentati avvenuti nel paese. Il primo, compiuto il 26 marzo 2016 a Lahore in occasione della ricorrenza pasquale. Il secondo, portato a termine ad agosto, colpendo un ospedale a Quetta.

Il gruppo terroristico fa parte di una fazione del gruppo armato di Talebani e più di un anno fa ha ricevuto l'endorsement dell’ISIS .

Durante l’attentato del giorno di Pasqua, più di settanta persone sono rimaste uccise dopo essersi radunate in un parco della città per celebrare la festività. Seppur l’obiettivo degli attentatori erano i cristiani, la maggior parte dei civili uccisi nel parco ė risultata essere di fede islamica.

L’attacco è stato il più grande mai realizzato dopo quello del dicembre 2014, quando nella scuola militare di Peshawar morirono più di cento cadetti.

L’attentato di Pasqua ha sollevato diverse proteste da parte della popolazione, la quale ha chiesto allo Stato maggiori garanzie di sicurezza. Il governo ha pertanto attivato misure speciali, permettendo alle forze paramilitari di condurre operazioni preventive e interrogare gli individui sospetti.

La sicurezza in Pakistan è ampiamente migliorata negli ultimi anni, ma nonostante ciò gruppi terroristici, quali Talebani e ISIS, continuano a minacciare il paese terrorizzando gli abitanti.

Il Primo Ministro Sharif ha condannato l’attentato di ieri e ha promesso di incrementare le forze di sicurezza assicurando che non permetterà a questi attacchi di indebolire la politica governativa. Sharif ha infine dichiarato: “Continueremo a combattere finché non avremo liberato i nostri cittadini da questo cancro”.

Fonti: ReutersAl Jazeera 

 

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