Ecco le Programmatrici Afghane che sviluppano videogiochi sulla lotta al traffico di oppio

BEATRICE GUZZARDI 

Nella Città di Herat, Afghanistan più di 20 donne si sono affermate come esperte del computer, costruendo applicazioni, siti web e rintracciando gli errori dei codici informatici.

Questa prima generazione di programmatrici Afghane ha caricato più di 20 giochi online negli app stores digitali solo quest’anno e di recente sta sviluppando un gioco che è “tipo Super Mario, ma in versione afghana” come riporta Reuters.

Uno dei giochi che ha più attirato l’attenzione di sviluppatori e giocatori evidenzia il flagello della coltivazione di oppio e le sfide delle forze di sicurezza Afghane nel cercare di debellarla. Il gioco si chiama “Fight against Opium” ed è una rappresentazione animata in 2D delle missioni portate avanti dai soldati Afghani per distruggere i campi di oppio, combattere i boss della droga e aiutare i contadini a dedicarsi alla coltivazione dello zafferano.

L’Afghanistan produce una delle più vaste risorse di oppiacei al mondo, ma è anche famoso per crescere zafferano - una delle spezie più costose al mondo - e da diverso tempo questa spezia è stata proposta come alternativa per i contadini che coltivavano oppio, utilizzato poi per fare l’eroina. Nonostante sia vietato, in Afghanistan l’oppio ha raggiunto il massimo della propria produzione nel 2017.

Secondo una delle studentesse che hanno aiutato a svilupparlo, il gioco anti-oppio riesce a spiegare in maniera semplice la complessità del problema della droga nel paese.

L’Istituto per giovani ragazze programmatrici

Nel 2015 Fereshteh Forough ha creato Code to Inspire (CTI), una scuola di programmazione situata a Herat in Afghanistan. CTI è un’organizzazione no-profit e ha creato un corso annuale che motiva gli studenti a ricercare la propria indipendenza finanziaria. Il corso è destinato esclusivamente a femmine tra i 15 e i 25 anni che non possono permettersi di pagare un diploma quadriennale.

Fereshteh Forough è stata da bambina una rifugiata afghana in Iran. Grazie alla determinazione e il supporto dei suoi genitori ha intrapreso una carriera in informatica studiando tra Herat e Berlino per poi trasferirsi a New York dove ha fondato l’istituto. Secondo Vogue Australia Forough è una dei nove giovani imprenditori più influenti sotto i 35 anni.

Il 1 Maggio nel suo Twitter Forough scriveva “Ogni giorno l’Afghanistan perde alcuni dei suoi cittadini più brillanti. L’attacco di ieri a Kabul è straziante. L’arte Digitale degli studenti di #CodeToInspire è simbolo di speranza e di sogni che stiamo costruendo!”.

Nell’isituto ci sono più di 90 ragazze, tutte indossano il velo in testa e lunghe vesti nere e sono tutte addestrate in programmazione e sviluppo di software, una professione che nell’Afghanistan tradizionalista non è considerata adatta per le donne.

Nella società Afghana è insolito che le donne lavorino fuori da casa e quelle che lo fanno sono principalmente maestre, infermiere, dottoresse, ostetriche e domestiche.

Dopo l’espulsione dei Talebani nel 2001, le donne hanno riottenuto la propria libertà lavorando negli uffici assieme ai colleghi uomini. Tuttavia molti considerano sia un po’ troppo per loro lavorare come sviluppatrici di software.

Questo gruppo di programmatrici dimostra quanti talenti ci siano da sfruttare se viene data una chance alle ragazze Afghane. Hasib Rasa è project manager di Code to Inspire e insegna alle sue studentesse come fare programmazione incoraggiandole a disegnare personaggi originali che riflettano l’etica afghana. “Le programmatrici possono lavorare da casa e in questo processo le Donne stanno costruendo una nuova carriera per loro stesse e per le generazioni future” ha detto Rasa a Reuters.  

Fonte: ReutersDW, InfoMigrants

Photo Credit / © / Wikimedia Commons (CC0) 

 
 

Licenza Creative Commons