Doppia esplosione a Giacarta: tre morti e dieci feriti. Possibile attacco dell'ISIS.

Gianluca Chiusano | 28 maggio

Indonesia – Mercoledì 24 maggio due esplosioni, avvenute a dieci minuti l’una dall’altra nei pressi della stazione dei bus di Giacarta, hanno provocato tre morti e dieci feriti. Secondo le autorità, i responsabili potrebbero essere miliziani di Daesh.

Le deflagrazioni sono avvenute verso le 21 al Terminal Kampung Melayu. Il portavoce della polizia, Setyo Wasisto, ha dichiarato che tra le vittime tre sono poliziotti morti, così come fra i feriti cinque sono gli agenti attualmente ricoverati all’ospedale cittadino. I responsabili - ha aggiunto il funzionario - potrebbero essere miliziani di Daesh, anche se al momento le indagini sono ancora in corso.

Le unità antiterrorismo indonesiane hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei sospetti attentatori. Reuters riporta che a Bandung nella casa di uno di questi, un trentenne erborista, sono stati trovati libri di insegnamenti islamici e alcune armi da taglio. Le forze di sicurezza hanno anche prelevato un campione di DNA dalla madre di un altro sospetto.

Gli inquirenti stanno inoltre verificando se gli attentatori abbiano ricevuto direttive dalla Siria o da qualche altro territorio controllato da Daesh. Nel febbraio scorso, una bomba simile a quella impiegata nell’ultimo attentato era stata trovata addosso a un probabile lupo solitario ucciso dalla polizia di Bandung a seguito di un violento conflitto a fuoco.

Si tratta del più grande attacco avvenuto nella capitale dal gennaio 2016, quando quattro attentatori armati di fucili hanno aperto il fuoco contro la folla, uccidendo quattro civili.

 È dal 2002 che l’Indonesia sta facendo i conti con la minaccia terroristica, ma negli ultimi sedici mesi gli attentati ricollegabili allo Stato Islamico sono aumentati. Secondo le autorità, circa 400 indonesiani sono partiti per unirsi a Daesh in Siria, costituendo una serie minaccia per l’intera società indonesiana se dovessero fare ritorno.

 

Photo Credit / ©Bryan Burke / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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