Essere donna in India: il diritto di vivere senza paura

Valentina Omiccioli | 26 maggio

5 Maggio, Nuova Delhi - La Corte Suprema Indiana ha condannato alla pena capitale quattro uomini accusati del brutale stupro, avvenuto nel 2012,  di una ragazza di ventitré anni. Immediate la reazioni dei movimenti indiani di tutela per le donne, i quali si sono uniti per manifestare il proprio disappunto per le sempre più numerose violenze sessuali che si verificano nel paese.

Queste associazioni ritengono che, per rendere spazi pubblici e abitazioni più sicure per le donne, il governo dovrebbe adottare una politica plurisettoriale, focalizzandosi su prevenzione, giustizia penale, assistenza sanitaria ed educazione alla sessualità.

Oggi il sexual assault costituisce in India una vera e propria piaga sociale che nemmeno la pena di morte sembra riuscire a contenere. Le Istituzioni hanno fatto ben poco per la sicurezza delle donne. La creazione delle cosiddette “Squadre Anti-Romeo”, formate da vigilantes appositamente istruiti, ha sortito l’effetto contrario, aggravando ulteriormente la situazione. Numerosi, infatti, sono stati gli episodi di violenza sessuale perpetrati dai loro componenti, soprattutto in Uttar Pradesh e Jharkhand.

Quale potrebbe essere, allora, la soluzione più efficace?

Fra le varie idee presentate dalle associazioni di genere, una si distingue dalle altre. L’iniziativa Why Loiter?, promossa da un gruppo femminile inter-religioso e multiculturale, permette a donne di tutte le età di riunirsi per camminare o andare in bicicletta per le strade e i parchi cittadini, sia di giorno che di notte. Da una parte ciò ha ridotto l’incidenza di abusi, dall’altra ha permesso alle donne di rivendicare la propria identità di genere e il diritto a vivere in tranquillità senza la paura di subire aggressioni.

Se la sentenza del 5 Maggio è una risposta alla richiesta di giustizia che da alcuni anni pervade la società indiana, tuttavia il ‘numero oscuro’ delle violenze sessuali continua a crescere per l’atavico timore che secoli di dominio patriarcale hanno instillato in tutte quelle donne che non denunciano quanto subito, spesso all’interno delle mura domestiche.

 Ecco perché, secondo le associazioni precedentemente citate, le Istituzioni dovrebbero introdurre l’obbligo di educazione sessuale nelle scuole per socializzare i ragazzi - i futuri uomini, ndr - all’uguaglianza di genere e al rispetto del corpo femminile.  

fonti: Human Rights Watch

 

Photo Credit / ©Adam Cohn / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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