Attentato alle donne in Pakistan: venti i morti e settanta i feriti.

Gianluca Chiusano | 1 Aprile

Pakistan – Venerdì 31 marzo è esplosa una bomba nella città di Parachinar, nel nord-ovest del Pakistan. Al momento si contano almeno venti morti e una settantina di feriti. L’attentato è stato rivendicato da due gruppi estremisti, il Tehrik-i-taliban Pakistan e il Lashkar-e-Jhangvi Al Alami.

La bomba è stata fatta esplodere davanti all'entrata riservata alle donne della moschea sciita non appena i fedeli si sono radunati per le preghiere del venerdì. Ikram Ullah Khan, governatore della regione di Kurram, ha affermato che la carica esplosiva, occultata in un’automobile, è stata azionata a distanza. Secondo alcuni testimoni, tuttavia, la deflagrazione sarebbe stata preceduta da una breve sparatoria.

Mumtaz Hussain, medico dell’Ospedale Centrale di Kareem, ha riferito che cinque feriti versano in gravi condizioni. Le autorità sanitarie hanno inoltre invitato la popolazione a donare sangue, essendo le scorte prossime alla fine.

La regione tribale di Kurram, di cui Parachinar è la capitale, dista circa 275 chilometri da Islamabad. Le minoranze sciite sono già state colpite da attentati terroristici. Proprio a Parachinar, lo scorso gennaio cento persone hanno perso la vita a seguito dello scoppio di un ordigno.

In un video del 13 Febbraio, il TTP ha annunciato l’inizio dell'operazione Ghazi, dal nome del loro leader ucciso dalle truppe pakistane nel 2007. L’attacco di venerdì farebbe quindi parte del piano.

I recenti attentati hanno spinto la popolazione a invocare un più deciso intervento delle istituzioni. Tuttavia, lo scorso mese reparti scelti dell’esercito hanno condotto una serie di operazioni in tutto il paese, catturando centinaia di sospetti jihadisti.

Photo Credit / ©Farrukh / Flickr.com (CC BY-NC 2.0)

 

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