La Corea del Nord insiste ad ignorare le sanzioni dell’Onu. Lanciati altri quattro missili

Gianluca Chiusano | 06 marzo

Corea del Nord – L’esercito nordcoreano, sotto la guida del Presidente Kim Jong-un, continua a effettuare test missilistici. Alle 07:36 locali - corrispondenti alle nostre 22:36 - sono stati lanciati quattro missili dalla regione di Tongchang-ri, confinante a nord con la Cina. Tre di questi, dopo aver percorso circa mille chilometri, hanno raggiunto la zona economica esclusiva (ZEE) giapponese. Al momento non è ancora chiaro che tipo di missili siano stati utilizzati.

Come riporta l’agenzia Reuters, il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe ha dichiarato che il gesto avrà importanti ripercussioni sulle relazioni tra i due Paesi. Anche il Presidente della Corea del Sud Kyo-ahn, assieme al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha condannato l'accaduto.

La Corea del Nord, dal 2006 ad oggi, ha effettuato con successo cinque test nucleari: nel 2006, nel 2009, nel 2013, a gennaio e a settembre 2016. Tranne che nel penultimo caso, dove è stata utilizzata una bomba a idrogeno, in tutti gli altri sono state lanciate bombe atomiche.

Le Nazioni Unite, a seguito dei vari test, avevano più volte ammonito il governo di Pyongyang. L’ultimo provvedimento, risalente a marzo 2016 e denominato “risoluzione2270”, comprendeva importanti sanzioni economiche. Fra queste, il congelamento dei beni custoditi al di fuori del territorio nordcoreano, l’interdizione di dodici enti governativi e il divieto di viaggio per sedici individui.

Secondo l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), i vari esperimenti costituirebbero la risposta nordcoreana a tali sanzioni. Tuttavia le misure adottate, se da un lato colpiscono l’economia del Paese, dall’altra non riescono a far desistere il dittatore dal continuare il suo programma nucleare. Inoltre - ha aggiunto Francesca Frassineti, Assistente Ricercatrice di ISPI - i test missilistici hanno più la funzione di rafforzare l’immagine di Kim Jong Un tra la popolazione nordcoreana che lanciare messaggi di sfida agli altri Paesi. In questo modo - conclude l’analista - il dittatore riuscirebbe a legittimare l’uso di armamenti nucleari in caso di attacco.

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