Filippine: migliaia di persone in piazza contro la linea dura nella lotta al narcotraffico

Marco Martinelli | 18 FEbbraio

MANILA – Migliaia di cattolici si sono riuniti nella capitale delle Filippine, accompagnati dai leader cattolici locali, per protestare contro la linea politica adottata dal Presidente Duterte in riferimento alle droghe illegali e al tentativo di ripristinare la pena di morte. Si tratta di una vera e propria dimostrazione di forza, che evidenzia come il consenso nei confronti del leader politico sia sempre più in calo e frammentato.

Secondo Al Jazeera alla manifestazione erano presenti più di 10 mila cattolici, scesi in piazza per mostrare il proprio dissenso contro gli omicidi extragiudiziali commessi dal governo filippino in relazione all’imponente campagna anti-droga promossa da Rodrigo Duterte. Infatti, da quando ha assunto ufficialmente l’incarico di guidare il paese, il primo luglio 2016, nelle Filippine sono morte oltre 7000 persone in operazioni condotte dalle forze dell’ordine per neutralizzare il narcotraffico nel Paese. In diverse occasioni lo stesso Duterte aveva promesso che avrebbe debellato i cartelli della droga dall’arcipelago del Sudest asiatico nell’arco di sei mesi. Ciò ha comportato la concessione di ampie libertà ai corpi di polizia nazionali, tra le quali l’amnistia per i poliziotti accusati di omicidio durante le attività anti droga.

La manifestazione, rinominata ‘The Walk of Life’, la Marcia della pace, rappresenta ad oggi la più grande manifestazione di dissenso contro il Presidente nel Paese. La chiesa cattolica delle Filippine ha fortemente condannato la guerra al narcotraffico in quanto questa ha favorito l’instaurazione di un vero e proprio regno del terrore. Le città risultano sempre meno trafficate, la popolazione è costantemente in preda alla paura di essere attaccata dai corpi di polizia, deportata e giustiziata senza neanche un regolare capo d’accusa. ‘Sono allarmato ed arrabbiato per quanto sta succedendo. Si tratta di qualcosa di estremamente repressivo. Va contro la nostra umanità’, sono le parole del vescovo di Manila Broderick Pabillo, riportate dalla rete televisiva araba.

La protesta, inoltre, ha riscosso un importante supporto anche dagli altri paesi cattolici del Sudest asiatico. ‘Dobbiamo lottare’, ‘No alla pena di morte’, sono solo alcuni dei cartelli che erano visibili durante la Marcia. Si tratta di un’ulteriore frattura tra l’istituzione cattolica e il Presidente, che più volte in passato aveva attaccato la Chiesa definendola come ‘un’istituzione marcia e ipocrita’. Critiche che non sono state apprezzate dalla popolazione filippina (l’80% degli abitanti è di fede cattolica), che ha deciso di manifestare il proprio dissenso attraverso numerose manifestazioni e proteste. La voce del popolo filippino rappresenta, ad oggi, il segnale del crescente attivismo della Chiesa cattolica contro le politiche repressive e gli sforzi dei legislatori di ripristinare la pena di morte per i reati legati al narcotraffico.  

Fonte: Al Jazeera 

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