Papa Francesco invia un emissario per indagare sullo scandalo degli abusi sessuali.

da Mirko Nazzari

MIRKO NAZZARI

Papa Francesco sta inviando un emissario in Cile per investigare sullo scandalo che ha coinvolto anche il vescovo di Osorno, Juan Barros, accusato di aver coperto gli abusi su minori commessi da un influente prete e suo mentore, Fernando Karadima. L’Arcivescovo di Malta, Charles Scicluna, considerato il massimo esperto del Vaticano riguardo alle indagini sugli abusi sessuali, è attualmente in viaggio verso il Cile proprio per ascoltare tutte le vittime che vogliono condividere informazioni utili. In una recente visita, lo stesso Papa ha incontrato le vittime ma ha ribadito l’assoluta innocenza di Barros, definendo le accuse nei suoi confronti completamente infondate. Ha infatti denunciato l’assoluta mancanza di prove concrete, sostenendo che le dichiarazioni delle vittime fossero solo calunnie.

La posizione del Papa è stata però apertamente criticata, non solo dall’opinione pubblica cilena ma anche dal cardinale Sean O’Malley, un suo importante consulente. O’Malley ha infatti dichiarato che le parole del Papa hanno provocato un grande dolore alle vittime degli abusi, tanto che le stesse, durante una conferenza, hanno definito offensivo ed inaccettabile il dover portare “prove concrete”. Lo stesso Papa si è poi scusato per le sue parole, affermando di non aver voluto chiaramente l’intenzione di ferire o far soffrire qualcuno.

Il vescovo Juan Barros non è accusato di abusi sessuali ma di aver assistito in prima persona a quelli messi in atto da un altro prete, Fernando Karadima, e di aver poi nascosto il tutto. Nel 2011 il Vaticano ha condannato Karadima ad una vita di penitenza e di preghiera per i suoi peccati. Quest’ultimo però è rimasto sostanzialmente impunito. Una corte cilena ha infatti riconosciuto Karadima colpevole di abusi sessuali su minori ma ha anche affermato la sua non punibilità a causa della caduta in prescrizione del reato. Nel 2015 infatti Papa Francesco ha nominato Juan Barros vescovo di Osorno, scatenando le proteste dei cittadini e anche di diversi esponenti delle comunità ecclesiastiche. Il Papa, in quell’occasione, invitò i parrocchiani contrari alla nomina di Barros a pensare con la propria testa, a non lasciarsi “prendere per il naso da tutti quei sinistrorsi che hanno montato la cosa”, a non lasciarsi “trascinare dalle stupidaggini che dice tutta quella gente”. I parrocchiani, dichiarandosi profondamente offesi dalle parole del Santo Padre, organizzarono una manifestazione di protesta sotto lo slogan di “No Zuros Ni Tontos”.

Fonte: BBCThe Guardian

Photo Credit / ©Outdoor Life / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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