Brasile: gli Stati del Sud invocano la secessione

MIRKO NAZZARI

Brasile, 8 ottobre 2017. I cittadini degli stati meridionali hanno richiesto un referendum per la secessione. L’iniziativa è stata presa dal movimento “Il Sud è il mio paese”. Alcuni dei suoi esponenti hanno riferito di aver predisposto più di mille seggi elettorali in tre dei 27 stati che compongono il Brasile: Rio Grande Do Sul, Santa Catarina e Paranà.

Le motivazioni sono numerose. Al seggio di Curitiba, capitale dello stato di Paranà, i votanti hanno riferito ai media locali di non avere più fiducia nella classe politica federale. Soprattutto in seguito allo scandalo sulla corruzione - noto come “Car Wash”- che ne ha coinvolto decine di esponenti. L’avvocato Acacio Fernandes Tozzini, in un’intervista al giornale online Redeçao Bonde, ha dichiarato che il paese ha ormai raggiunto un livello drammatico di disordine politico a cui è ormai impossibile porre rimedio. L’intera federazione sarebbe ormai completamente minata da clientelismo e corruzione.

Una parte dei cittadini dei tre stati del Sud si lamenta della scarsa importanza che il governo centrale riserva al loro territorio, poiché la maggior parte delle tasse locali sarebbe utilizzata esclusivamente per il nord-est del paese. Paulo Mauricio Acquarole, un funzionario della città di Londrina, ha infatti dichiarato: “I sette-otto stati settentrionali, anche se considerati tutti insieme, non pagano quanto noi pur avendo, in proporzione, lo stesso numero di elettori”.

Il Sud del Brasile ha manifestato tendenze secessioniste fin da quando, nel 1836, Giuseppe Garibaldi lo aiutò ad ottenere una semi-indipendenza. Già lo scorso anno, inoltre, c’era stato un referendum organizzato dal medesimo movimento che aveva raccolto circa 617.500 voti. Il leader de “Il Sud è il mio paese” ha affermato che quest’anno ambisce a ottenerne circa tre milioni.

Pochi brasiliani credono tuttavia nella realizzazione dei proprie intenzioni poiché esplicitamente vietate dalla Costituzione federale. Quest’ultima stabilisce infatti che il paese è formato da un’unione indissolubile di stati.

Il referendum è sicuramente un chiaro indicatore del malumore che serpeggia tra i cittadini brasiliani, sempre più critici nei confronti del governo centrale. Gli analisti credono infatti che lo scandalo “Car Wash” abbia danneggiato in modo irreparabile la fiducia verso l’attuale classe politica, rendendo assolutamente incerto l’esito delle prossime elezioni federali.

Fonte: BBC 

Photo Credit / ©Emanuele / Flickr.com (CC BY-SA 2.0)

 
 

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