Caracas, tensione allo sciopero organizzato dall’opposizione

Mirko Nazzari | 20 luglio

21 luglio 2017. Il capo dell’Organizzazione degli Stati Uniti (OAS) ha messo in guardia la comunità internazionale circa un possibile “disastroso peggioramento” della crisi politico-sociale in Venezuela. “La nostra maggior paura” - ha dichiarato il funzionario - “è che la situazione possa degenerare in un vero e proprio bagno di sangue”.

L’allarme è stato lanciato poco prima dello sciopero di ventiquattro ore proclamato per la giornata di ieri. Le proteste dei giorni scorsi sono sfociate in violenti scontri con le forze di polizia: dall’inizio di aprile più di cento persone hanno perso la vita. I manifestanti hanno usato alberi e altri mezzi per paralizzare Caracas e le altre principali città del paese. Alcuni siti internet dell’opposizione hanno caricato foto delle strade deserte della capitale. I sostenitori di Maduro, al contrario, si sono affrettati a postare su Twitter numerosi scatti che li ritraggono al proprio posto di lavoro, mostrando di non voler prendere parte allo sciopero.

La manifestazione di ieri è stata organizzata per protestare contro la grave crisi che sta affliggendo il paese e contro il referendum del 30 luglio prossimo, fortemente voluto dal presidente, per istituire una nuova Assemblea Costituente. La decisione di Maduro è stata fortemente criticata anche a livello internazionale: Colombia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti e Unione Europea hanno sollecitato il governo venezuelano a fare un passo indietro.

Martedì scorso il New York Times e El Pais hanno pubblicato un articolo in cui il noto direttore d’orchestra venezuelano Gustavo Dudamel affermava che queste elezioni non avrebbero costituito la soluzione risposta alla grave situazione nel paese. La nuova Assemblea Costituente avrebbe infatti il potere di riscrivere la costituzione, avvicinando sempre più Maduro ai vari caudillos che nel passato hanno instaurato regimi fortemente autoritari nell’area sudamericana. Alcuni parlamentari sostengono infatti che il presidente voglia utilizzare il referendum per rafforzare il proprio potere, mentre Maduro sostiene che una nuova costituzione promuoverà il dialogo fra le forze politiche del paese.

Photo Credit / ©Simon Evans / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

Licenza Creative Commons