Haiti: l’alba del nuovo esercito nazionale

Mirko Nazzari | 12 luglio

12 luglio 2017. Il governo di Haiti ha avviato le procedure previste per la ricostituzione delle proprie forze armate disciolte nel 1994. Il primo obiettivo è arruolare circa 500 soldati - uomini e donne di età compresa tra 18 e 25 anni con almeno un diploma di istruzione secondaria - per aiutare la popolazione civile e pattugliare i confini nazionali.

La decisione è stata presa dopo che le Nazioni Unite hanno annunciato che “Minustah”, la missione di pace sul territorio haitiano iniziata nel 2004, si concluderà a ottobre. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha infatti disposto il ritiro delle proprie forze di sicurezza per lasciare sull’isola solo poche unità a supporto della polizia locale. Molti politici locali si sono espressi a favore di questa iniziativa, sottolineando che assicurerà nuovi posti di lavoro per i giovani.

Non mancano però le critiche: alcuni affermano che il budget del governo dovrebbe essere usato per rinforzare la polizia statale, composta da 15.000 uomini, invece che per ricostituire una forza armata che potrebbe essere velocemente politicizzata. In passato l’esercito è stato infatti utilizzato per reprimere duramente il dissenso politico. Nel 1950 fu rimpiazzato dalla Milizia dei Volontari della Sicurezza Nazionale (MVSN), comunemente conosciuta come “Tonton Macoutes”, agli ordini del Presidente Francois Duvalier, meglio noto come “Papa Doc”. Nel 1991, inoltre, il primo presidente democraticamente eletto, Jean-Bertrand Aristide, fu deposto in seguito a un colpo di stato militare le cui conseguenze si ripercossero sulla popolazione civile: furono più di 4.000 le persone arbitrariamente uccise dal regime.

Il governo di Haiti rivendica tuttavia la storicità della propria decisione, sostenendo che il rischio di una nuova deriva autoritaria è completamente infondato. Il nuovo esercito si occuperà infatti di fornire sostegno umanitario alla popolazione ancora provata dal terremoto di qualche anno fa, nonché della sorveglianza dei confini e del contrasto all’ormai endemico contrabbando di beni di prima necessità.

Fonte: BBC

Photo Credit / ©United Nations Development Programme / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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