Guatemala: incendio in un rifugio statale giovanile. Morte 41 ragazze.

Valentina Omiccioli | 27 aprile

Jilma e Grindy Carias, due sorelle di quindici e sedici anni, hanno perso la vita nell’incendio divampato nel rifugio “Virgen de la Asunçion” a San José Pinula, a 25 km a sud-est della città di Guatemala.

Oltre a loro, sono morte nel rogo diciannove ragazze, mentre altre ventidue giovani sono decedute a poche ore dal ricovero in ospedale per le gravi lesioni riportate.

La nonna delle sorelle Carias, Blanca Lidia Martinez, ha accettato di essere intervistata al posto dei genitori, comprensibilmente sconvolti dall’accaduto. A Jutiapa, a 124 km dalla città di Guatemala, Martinez ha dichiarato che Jilma e Grindy erano state mandate al rifugio a causa del loro comportamento. “Le ragazze avrebbero preferito morire piuttosto che vivere in un luogo dove i maltrattamenti erano all’ordine del giorno”, ha precisato la donna.

Costruito nel 2010, il ricovero era destinato a ospitare un massimo di 350 adolescenti. In realtà, ne accoglieva circa 700.

“Mettere insieme tutti quei ragazzi in un’unica struttura è stato un errore assurdo”, ha affermato Mireya Saadeh, direttore di PAMI, un ONG locale che si occupa di bambini vittime di ‘sex trafficking’. “Ognuno di loro costituiva un caso specifico: un giovane offender, ad esempio, deve essere sottoposto a trattamenti differenti rispetto a una ragazza vittima di violenze”.

I backgrounds delle giovani del rifugio erano diversi. Alcune, come le sorelle Carias, avevano problemi comportamentali. Altre erano state salvate da famiglie violente o strappate dai circuiti della prostituzione. Vi erano inoltre orfane e ragazze provenienti da famiglie che non potevano permettersi di mantenerle o di pagare le medicine di cui avevano bisogno. Vivevano assieme a alcuni offender, da subito considerati erroneamente responsabili dell’incendio e dei soprusi avvenuti nel rifugio, i quali erano stati esclusi dai centri di detenzione giovanile poiché drammaticamente sovraffollati.

Secondo la ricostruzione dei fatti, 47 ragazze erano state riportate nel ricovero dalla polizia dopo aver tentato la fuga e, successivamente, rinchiuse in una grande stanza con alcuni materassi. Il giorno seguente, una delle giovani li ha incendiati per costringere gli agenti ad aprire la porta.

“Abbiamo iniziato a urlare chiedendo di aprire la porta - ha affermato una delle superstiti -  ma hanno risposto che potevamo andare all’inferno”.

Gli esperti del Child Welfare in Guatemala si battono affinché le istituzioni non permettano più che strutture come il “Virgen de la Asunçion” rimangano operative. Secondo la Banca Mondiale, il Guatemala spende soltanto 0,34 dollari al giorno per le politiche di tutela minorile, anche se bambini e adolescenti rappresentano il 30% della popolazione.

“Questi ragazzi sono stati torturati dalle guardie, le quali agiscono arbitrariamente in queste strutture che non sono altro che veri e propri luoghi di detenzione dove i giovani vengono quotidianamente vittimizzati invece che essere aiutati”, ha concluso Mireya Saadeh.

Fonte: Al Jazeera

Photo Credit / ©Reinhard Jahn, Mannheim DG ECHO / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0 DE)

 

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