Somalia: due auto-bomba vicino al Palazzo presidenziale a Mogadiscio provocano 18 morti e 20 feriti.

MIRKO NAZZARI

Mogadiscio - Le esplosioni di due auto-bomba vicino al palazzo presidenziale hanno causato la morte di almeno 18 persone e il ferimento di altre 20. La prima esplosione, seguita da una sparatoria tra le forze di sicurezza e gli attentatori, è avvenuta ad un posto di blocco vicino al palazzo residenziale. La seconda esplosione si è verificata, subito dopo, nei pressi di un hotel, vicino agli uffici dell’Agenzia nazionale di Intelligence. Secondo fonti governative, cinque attentatori sarebbero stati colpiti ed uccisi durante lo scontro a fuoco. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo islamista Al-Shabab.

Il gruppo paramilitare ha dichiarato che l’attacco era diretto ad una base delle forze di sicurezza nazionali, aggiungendo anche che ben 15 soldati sarebbero rimasti uccisi. Nonostante non ci siano prove concrete a supporto di queste affermazioni, un poliziotto ha effettivamente confermato in un’intervista a Reuters che c’erano molte forze dell’ordine a protezione delle strade adiacenti al palazzo presidenziale. Lo stesso Ministro della Difesa somalo, il giorno precedente, aveva avvertito del rischio di un attentato terroristico con auto-bombe.

Al-Shabab, dall’arabo “Hizb Al-Shabab” (Partito della gioventù), indicato anche come “Movimento di Resistenza popolare nella terra delle due migrazioni, è un gruppo terroristico jihadista di matrice islamista attivo in Somalia. Il gruppo è nato nel 2006 come movimento giovanile estremista all’interno dell’Unione delle Corti Islamiche (UCI). Dopo la sconfitta dell’UCI, durante la guerra civile somala, da parte del Governo federale di transizione (GFT), al-Shabab si è affermato come gruppo autonomo. Ha adottato una struttura gerarchica più complessa, continuando la lotta dell’UCI contro il governo somalo. Il gruppo originario è composta da veterani dell’UCI che avevano combattuto e sconfitto i signori della guerra di Mogadiscio, nella Seconda Battaglia di Mogadiscio. Il gruppo è presente nelle regioni del Sud della Somalia e mantiene vari campi d’addestramento nei pressi di Chisimao. È sostenuto economicamente dalle attività dei pirati somali ma anche alcuni paesi africani, come l’Eritrea e il Somaliland (la regione nordoccidentale della Somalia dichiaratasi indipendente il 18 maggio 1991), sono accusati di supportare, economicamente e finanziariamente, l’organizzazione terroristica.

Il 9 febbraio 2012 Moktar Ali Zubeyr, l’allora leader (ucciso poi nel 2014 da un drone americano), ha annunciato che l’organizzazione sarebbe diventata una cellula di Al-Qāʿida. Al-Zawahiri ha accettato e riconosciuto Al-Shabab come cellula somala di Al-Qāʿida. La decisione non è stata però accettata all’unanimità, creando diversi contrasti e spaccature interne al gruppo somalo. La prima importante operazione terroristica dopo la fusione con Al-Qāʿida fu l’assalto al centro commerciale Westegate Mall di Nairobi, in Kenya, il 23 settembre 2013. Durante l’attacco i 10 terroristi uccisero 63 persone e ne ferirono altre 175.

Fonte: BBC

Photo Credit / ©PUBLIC DOMAIN / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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