Libia: migranti africani ed il fenomeno “slave market”.

Valentina Omiccioli | 15 Aprile

“Gli africani che tentano di raggiungere l’Europa - si legge nel report dell’IOM, Organizzazione Internazionale per le migrazioni - sono stati venduti in Libia come schiavi dai loro stessi rapitori”.

Nel report dell’IOM sono raccolte numerose testimonianze riguardo gli slave markets. Un migrante senegalese ha confermato di essere stato venduto a Sabha, nel sud libico. Ha raccontato che i migranti, detenuti in prigioni create ad hoc, sono costretti a contattare le proprie famiglie per il riscatto. "Alcuni mentre sono al telefono con i familiari - ha aggiunto il giovane - sono torturati per far sentire loro le urla". Ha descritto inoltre le condizioni terribili in cui i migranti vivono. Spesso, se le famiglie non possono pagare, vengono lasciati morire di fame. Le donne, al contrario, vengono acquistate da privati per farne schiave sessuali.

L’IOM non nasconde la propria preoccupazione per la diffusione del fenomeno in Libia. A febbraio l’Unicef ha pubblicato un rapporto che documenta dettagliatamente storie di schiavitù e abusi sessuali su bambini in viaggio dalla Libia all’Italia. Un viaggio mortale per i bambini rivela infatti che nel 2016 più di 26000 minori hanno attraversato il Mediterraneo dopo essere stati vittime di violenze sessuali.

“Il prezzo è decisamente diverso a seconda delle qualifiche personali", si legge infine nel report. "Ad esempio, se nel proprio paese il migrante era imbianchino, operaio, piastrellista o contadino il suo valore è maggiore".

Fonte: BBC

[articolo modificato]

Photo Credit / ©Carlo Alfredo Clerici / Flickr.com (CC BY 2.0)

 
 

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