Strage in Egitto. Doppio attentato ISIS provoca quaranta vittime.

Gianluca Chiusano | 10 aprile

Egitto – Domenica 9 aprile due esplosioni, in due distinte chiese cristiane copte egiziane, hanno provocato la morte di almeno quaranta persone e il ferimento di altre cento.

La prima intorno alle 10 nella chiesa di San Giorgio, durante la celebrazione liturgica delle Palme. Venticinque i morti e settanta i feriti. Senza contare che due ordigni nella moschea di Sidi Abdel Rahim, la seconda più importante della città, sono stati disennescati dagli artificieri.

La seconda, invece, qualche ora dopo presso la cattedrale di San Marco, ad Alessandria, dove un attentatore suicida ha provocato la morte di undici persone, tra cui tre poliziotti. Sessanta i feriti.

Entrambi gli attentati, compiuti un mese dopo la visita di Papa Francesco in Egitto, sono stati rivendicati dall’ISIS attraverso la sua agenzia Amaq.

Il Papa copto Tawadros stava celebrando la messa presso la Cattedrale di San Marco quando l’esplosivo è stato azionato. Il Ministero degli Interni tuttavia rassicura sulle sue buone condizioni.

Il Presidente al-Sisi, convocato il Consiglio per la Difesa Nazionale, ha dichiarato lo Stato di Emergenza per tre mesi. La popolazione, tuttavia, da tempo lamenta la mancanza di misure adeguate per contrastare la minaccia.

Tale inadeguatezza, riporta Reuters, dipende in parte dal cambiamento delle tattiche adoperate dallo Stato Islamico. Se in passato infatti i terroristi colpivano perlopiù le strutture militari egiziane, ultimamente hanno preso di mira i civili cristiani. Ciò ha permesso al gruppo di ampliare il territorio in loro possesso.   

Alcuni mesi fa il gruppo terroristico ha diffuso un video in cui dichiarava guerra ai copti. A dicembre, Il Cairo era stato teatro di un attentato suicida che aveva provocato la morte di circa trenta cristiani durante la celebrazione della messa. A febbraio, una serie di attentati ha costretto circa duecentocinquanta copti a fuggire dalla Penisola del Sinai per rifugiarsi a Ismailia.

Photo Credit / ©Diego Delso / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

 

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