Massacro in Etiopia. 43 bambini rapiti e 28 persone uccise da criminali sudanesi.

Gianluca Chiusano

 

Etiopia – Alcuni uomini armati del Sudan del Sud hanno ucciso ventotto persone e rapito quarantatre bambini in Etiopia. Secondo le autorità locali, la banda farebbe parte della comunità Murle.

Gli attacchi sono avvenuti tra domenica 12 e lunedì 13 marzo, nelle province di Gambela’ Gog e Jor,  confinanti con il Sudan del Sud. Chol Chany, portavoce del governo regionale, ha riferito che al momento i banditi sarebbero ancora in territorio etiope.

Secondo quanto dichiarato da un funzionario governativo, l’episodio dimostrerebbe come la guerra civile scoppiata in Sudan possa costituire una seria minaccia per l’Etiopia.

Negli scorsi anni, infatti, si sono già verificati episodi simili. Ad Aprile 2016, ad esempio, alcuni uomini della comunità Murle sono penetrati nella regione di Gambela, uccidendo centoquaranta persone. Nelle province di Jikan Wo e Lare, inoltre, sono state uccise più di duecento persone e rapiti circa centosessanta bambini.

Secondo David Shinn, ex ambasciatore statunitense in Etiopia, ci sono sempre stati conflitti legati a motivi etnici tra i due Paesi. Tuttavia, da quando è scoppiata la guerra civile in Sudan, diversi gruppi ribelli si muovono sempre più spesso attraverso la regione di Gambela. Pertanto, episodi di violenza sono all’ordine del giorno.

La guerra civile è scoppiata il 15 Dicembre 2013, quando il Presidente Salva Kiir ha accusato Riek Machar, ex vice-Presidente, di voler rovesciare il governo. I due principali gruppi etnici, i dinka (guidati da Kir) e i Nuer (guidati da Machar), hanno dato il via al sanguinoso conflitto che ha destabilizzato l’intera area. Ad Agosto 2015, a seguito dell’intervento delle Nazioni Unite, i due politici sono riusciti a trovare un accordo. Tuttavia, la tregua non è durata a lungo. Infatti a luglio 2016 il Paese era nuovamente nel caos.

Da quando il Sudan del Sud è in guerra, più di tre milioni di persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Di questi, circa un terzo si è rifugiato negli stati limitrofi, soprattutto in Etiopia. Più di cinquantamila persone hanno perso la vita, complice una tremenda carestia che nemmeno le Nazioni Unite sono riuscite finora a risolvere.

Photo Credit / ©Steve Evans / Flickr.com (CC BY-NC 2.0)

 

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