Sequestrati due funzionari dell’ONU nella Repubblica Democratica del Congo.

Gianluca Chiusano

 

Congo – Lunedì 13 Marzo due operatori di pace dell’ONU sono stati sequestrati vicino al villaggio di Ngombe, nella regione del Kasai. Assieme a loro, sono stati rapiti anche tre autisti ed un interprete, tutti di nazionalità congolese.

Le vittime - riferiscono le Nazioni Unite - sono Michael Sharp, cittadino americano, e Zaida Catalan, di nazionalità svedese. Entrambi facevano parte di un gruppo di esperti che stava indagando sui conflitti che hanno devastato il Congo dalla seconda metà degli anni ’90 in poi.

Al momento non è ancora chiaro chi siano i sequestratori. Lambert Mande, Ministro delle Comunicazioni, ha dichiarato che i servizi di sicurezza congolesi, assieme ai membri del MONUSCO (United Nations Organization Stabilization Mission in the Democratic Republic of the Congo), sono al lavoro per identificarli.

Negli ultimi mesi la sicurezza nel Paese è notevolmente peggiorata. Il Congo ha sempre dovuto affrontare conflitti legati a motivi economici ed etnici. Tuttavia, gli scontri tra i miliziani del gruppo di Kamwina Nsapu e le forze militari hanno reso ancora piú instabile il Paese. Durante il conflitto, almeno quattrocento civili hanno perso la vita e quasi  duecentomila sono dovuti fuggire. La violenza si è ulteriormente accentuata da quando i militari hanno eliminato il leader dei ribelli, Jean-Prince Kamwina-Nsapu Pandi.

Gli analisti ritengono che la crescente tensione è da ricondurre anche alla conclusione del secondo e ultimo mandato di Joseph Kaliba, il 19 Dicembre 2016. Il Presidente si era rifiutato di lasciare l'incarico, scatenando reazioni violente da parte della popolazione. Le autorità di pubblica sicurezza hanno reagito reprimendole nel sangue.

Un dossier dell’Ufficio dei Diritti Umani del MONUSCO (UNJHRO) riporta infatti che circa quaranta persone sono morte tra il 15 e il 31 Dicembre del 2016. Le vittime sono state uccise sia dai soldati delle Forces armées de la République démocratique du Congo (FARCD) che dalla Police Nationale Congolaise (PNC). La maggior parte di loro -  si evidenzia nel dossier - era disarmata.

Fonti: ReutersONU 

 

Licenza Creative Commons