Esplode autobomba a Mogadiscio. Almeno tredici i morti e quattordici i feriti.

Gianluca Chiusano

Mogadiscio – Un’autobomba è esplosa vicino all’hotel Weheliye, in una strada molto trafficata della capitale somala. Al momento si contano almeno tredici morti e più di una decina di feriti. Un portavoce del gruppo islamista Al Shabaab ha rivendicato l’attentato.

Qualche ora prima, sempre a Mogadiscio, la polizia ha sparato contro un minibus. Il conducente si era rifiutato di fermarsi al posto di blocco, tentando la fuga. Durante la sparatoria, il bus è esploso, ferendo due agenti e uccidendo l’autista. Secondo le autorità locali alla guida vi era un militante di al Shabaab.

Il gruppo terroristico aveva precedentemente manifestato la propria contrarietà nei confronti del nuovo Presidente Mohamed Abdullahi, eletto il 16 Febbraio scorso. Da allora ha compiuto diversi attentati, il più grave dei quali ha provocato la morte di circa quaranta persone lo scorso 20 Febbraio.

Negli ultimi anni, Al Shabaab ha perso gran parte del proprio territorio a seguito delle numerose operazioni condotte dalle truppe Unione Africana, supportate dalle Nazioni Unite.

Tuttavia, i terroristi continuano a costituire una minaccia per la Somalia. Jom Temin, ex funzionario del Dipartimento di Stato americano, sostiene che la loro pericolosità è dovuta al modus operandi adottato. La tattica consiste nel colpire il bersaglio designato per poi allontanarsi immediatamente.

Secondo Greg Robin, membro dell’Istituto di Ricerca Sahan di Nairobi, dal 2015 sono aumentati gli attentati contro gli hotel, in quanto  frequentati da funzionari governativi. Gli obiettivi principali infatti sono soprattutto militari e politici, anche se spesso vengono coinvolti i civili, come affermato da Reuters.

Nei prossimi giorni, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrà decidere se intensificare gli attacchi in alcune zone della Somalia. Le operazioni, realizzabili in un periodo di centottanta giorni, implicano la rimozione di alcune limitazioni al ricorso a raid aerei per colpire le persone sospettate di militare in Al Shabaab.

Fonti: ReutersNYTimes

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