Boko Haram ferma le ONG. Gli aiuti non arrivano ai milioni di nigeriani che soffrono la fame

Cecilia Ridani

 

Sono impotenti le ONG in Nigeria di fronte a Boko Haram. 

Cinque milioni di persone soffrono la fame nella regione di Maiduguri, la capitale. Secondo le Nazioni Unite, il prezzo degli alimenti è salito alle stelle e in pochi possono permettersi i beni di prima necessità. 

Ad aggravare la situazione si aggiunge che le ONG non riescono a operare: per farlo dovrebbero conquistarsi la fiducia degli jihadisti. «Non è più duro che in Siria o in Afghanistan, ma la maggior parte dei nostri tradizionali metodi d’intervento qui non funzionano», ha dichiarato Sara Tesorieri, responsabile della difesa del Norwegian Refugee Council (NRC). Con Boko Haram è impossibile interloquire e conquistare la fiducia della popolazione per distribuire gli alimenti è ancora più complicato che nelle altre zone di conflitto.

Medici senza frontiere è stata tra le prime organizzazioni internazionali a stabilirsi a Maïduguri. Per farlo ha dovuto violare i propri principi e accettare una scorta militare permanente. Nelle aree periferiche imperversano i gruppi terroristici e la mancanza di collegamenti da una zona all’altra ostacola la distribuzione degli aiuti umanitari. «L’accesso è così difficile che abbiamo difficoltà a valutare le reali problematiche», ha dichiarato Natalie Roberts, incaricata delle operazioni di emergenza. «Se i governi vogliono prevenire la fame, devono facilitare l’accesso delle organizzazioni umanitarie».

Per le ONG, è finanziariamente insostenibile sostenere i costi di lungo periodo in una situazione simile. Per questo a Oslo, il 24 Febbraio scorso, quattordici paesi hanno promesso di versare 458 milioni di dollari a Nigeria, Niger, Camerun e Ciad per combattere l’emergenza umanitaria. Si è anche discussa la possibilità di affidarsi alle organizzazioni locali che potrebbero forse raggiungere più facilmente le zone colpite dalla carestia.

Fonti: Le Monde

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