Un Report dell’Unicef dichiara che i bambini migranti rischiano tutti i giorni la vita in Libia

Beatrice Guzzardi

 

LIBIA – Un elevato numero di bambini sta rischiando la vita ogni giorno nel tentativo di raggiungere l’Italia dalle coste libiche. L’avviso è stato emesso dalle Nazioni Unite tramite un report rilasciato martedì dall’Unicef: "A Deadly Journey for Children".

L’UNICEF ha evidenziato che l’anno scorso più di 25.846 bambini - la maggior parte dei quali non accompagnati - hanno tentato la traversata del Mediterraneo. Un viaggio insidioso, fatto di paura, abusi sessuali e altre violenze dalle quali non esiste mai una via di fuga.

In Libia le donne e i bambini vengono spesso fermati ai confini del paese, dove sono oggetto di abuso, estorsione e violenze di ogni genere. Come riporta Al Jazeera, la violenza sessuale è largamente diffusa ai checkpoint, presso i quali alle donne sono insistentemente richiesti prestazioni sessuali e/o denaro per poter passare. I pochi che intervengono nel tentativo di fermare questi abusi vengono minacciati o uccisi.

L’agenzia ha intervistato un totale di 122 rifugiati che avevano tentato di concludere il loro viaggio e tre quarti dei bambini presi in considerazione hanno affermato di aver subito abusi e aggressioni, soprattutto in Libia. Molti non hanno voluto rivelare chi fossero gli aggressori: alcuni hanno detto che sembravano indossare un’uniforme delle forze armate, molti altri hanno invece riferito di essere stati vittime di estranei.

Dall’indagine emerge inoltre che raramente gli abusi vengono denunciati dai bambini, troppo spaventati di essere arrestati o deportati. Emerge inoltre una grave mancanza di cibo, acqua e medicine nei centri di detenzione in Libia, come ampiamente evidenziato da diversi media italiani durante questo mese. Fra tutti, il reportage pubblicato dall’Espresso e la raccolta di storie “Why I am here?” realizzata da Francesca Mannocchi.

Durante le indagini, l’Unicef ha individuato trentaquattro centri di detenzione per migranti in Libia. Ventiquattro sono quelli gestiti dal governo, contenenti circa 5000 individui. Tuttavia, esiste un numero imprecisato di strutture non ufficiali dirette da gruppi armati, in cui adulti e bambini sono rinchiusi nei medesimi spazi, aumentando ulteriormente le possibilità che i primi violentino i secondi.

Afshan Khan, direttore regionale UNICEF, ha riferito che la rotta che va dal Nord Africa all’Europa è una delle più pericolose per i migranti, in particolare per le donne e i bambini. Secondo Khan le aree costiere libiche sono percorse in lungo e in largo da trafficanti che tentano di depredare bambini e donne indifesi, i quali cercano solamente un rifugio o una vita migliore. Il direttore sostiene che è necessario incrementare la sicurezza in queste aree per prevenire episodi del genere.

I migranti che affrontano il cosiddetto “viaggio della speranza” sono sempre più numerosi. La maggior parte si affida ai trafficanti per compierlo, ma i rischi di non riuscire ad attraversare il Mediterraneo sono sempre elevatissimi. Il recente ritrovamento di circa novanta cadaveri sulle coste della Zawiya non ne è che l’ennesimo esempio.

La grave instabilità politica libica rende sempre più difficile affrontare il fenomeno della tratta. Secondo la BBC, l’Unicef sta sollecitando il governo ufficialmente riconosciuto da Stati Uniti e Unione Europea a incrementare il proprio impegno per proteggere i bambini.

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